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Quota 96: uscita anticipata per mobbing è già stata ottenuta. Assistenza gratis per averla in attesa decreto Renzi

Una lavoratrice del comparto scuola in quota 96 è riuscita a ottenere la pensione dopo aver presentato domanda presso la commissione medica di verifica per mobbing.




Una possibile soluzione al problema del personale scolastico in quota 96 è stata fornita da una lavoratrice presso la pagina Facebook Quota 96. Chi ha subito mobbing può presentare domanda presso la commissione medica di verifica e sperare in un’ uscita anticipata come è stato per Annalisa, una lavoratrice del comparto scuola, classe 1952, che è riuscita ad andare in pensione il 30 luglio scorso, con 39 anni di contributi.

«Chi di noi non ha subito mobbing in questo mondo scuola sempre più devastato? Commissione Europea? Sì, ma nell’attesa ci si potrebbe sottoporre alla commissione medica di verifica!», si legge nel post dedicato alla strada percorsa da Annalisa.

Con il termine mobbing si indica un insieme di comportamenti violenti, sia di natura fisica che verbale, verso una persona e/o un gruppo di persone. Esempi tipici possono essere angherie, vessazioni, demansionamento lavorativo, emarginazione, umiliazioni, insulti, maldicenze, aggressioni fisiche e verbali, ostracizzazione.

Al di là della soluzione di cui sopra, utile soltanto per chi ha subito davvero mobbing e di certo non estendibile all’intera platea di insegnanti e personale scolastico in quota 96, spetta al Governo presieduto da Matteo Renzi risolvere la questione in via definitiva.

Le condizioni per consentire ai quota 96 di andare in pensione entro settembre di quest’anno ci sarebbero, stando alle ultime notizie che muovono dalla squadra del premier. Il Governo avrebbe innanzitutto già recuperato fondi per 4.000 dei 9.000 quota 96, grazie al sequestro del TFS. Una soluzione che penalizzerebbe sì il valore delle pensioni, ma che non toccherebbe l’assegno previsto.

Più incerto sarebbe il destino degli altri 5.000 quota 96, per mandare in pensione i quali non si sarebbe ancora trovata la necessaria copertura finanziaria addizionale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il