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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, novità positive uscita flessibile e anticipata in cambio contributo solidarietà

La riforma pensioni del governo Renzi punta a tagliare le pensioni più alte. Ma non tutti nell’esecutivo sono d’accordo. Intanto si parla di nuove flessibilità per andare in pensione prima.




Il ministro Giuliano Poletti in questi giorni si trova a navigare in acque agitate. Se da una parte il suo orientamento è quello di effettuare una sforbiciata alle pensioni più alte, in modo da ottenere coperture per sostenere la situazione di esodati ed esodandi così come per rimpinguare i finanziamenti disponibili per la cassa integrazione in deroga, dall’altra parte c’è chi rema contro. Tra questi il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, il quale ritiene che il taglio alle cosiddette pensioni d’oro e d’argento sia azione da effettuare più avanti e non in occasione della prossima legge di Stabilità che si varerà in autunno.

Matteo Renzi si è espresso in qualche occasione sostanzialmente d’accordo con il provvedimento, pensando come soglia minima da attaccare le pensioni con assegno superiore ai 3.500 euro netti al mese.

Su questa stessa posizione si trova il consigliere economico del presidente del Consiglio, Yoram Gutgeld, autore fra l’altro del libro “Più uguali più ricchi” in cui si sostiene che le eccessive differenze nelle retribuzioni siano causa di malessere generale per l’economia del paese. Un pensiero sicuramente non nuovo, ma che rilancia un tema di assoluta attualità in contrasto con la sbornia neoliberista di questi ultimi anni. Sulla linea di Poletti è anche il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti.

Se la battaglia sulla decurtazione delle pensioni più abbienti dovrebbe verosimilmente concludersi con la vittoria chi punta a ridurle, diverso il discorso per quanto riguarda l’età pensionabile. Poletti in una recente intervista ha dichiarato che si potrebbero introdurre nuovi elementi di flessibilità, ma sempre senza intervenire sui limiti d’età minima imposti dalla riforma Fornero. In altri termini, sì a nuovi criteri di flessibilità, ma con penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il