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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi riforma: modifiche in Legge Stabilità tra contributo solidarietà e flessibilità

Si discute sulle ipotesi di intervento in materia di pensioni. Contrasti anche in seno alla maggioranza. Il premier Renzi smentisce le ricostruzioni dei giornali.




La riforma pensioni continua ad animare il dibattito politico estivo, con Matteo Renzi che è di nuovo ricorso a Twitter per far conoscere il suo pensiero. «I giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del Governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il Governo #nonesiste #maddeche», ha scritto il premier nel tentativo di mettere a tacere il tam tam sulle ipotesi di intervento in materia di pensioni che il Governo starebbe vagliando.

Tentativo fallito. Le indiscrezioni continuano a fluire offline e online pressoché senza soluzione di continuità. E alle stesse si accompagnano dichiarazioni di esponenti di tutte le parti politiche, uomini di Governo inclusi.

Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è detto favorevole all’introduzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte per evitare il crearsi di nuovi esodati. Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, convinto che si debba introdurre flessibilità in uscita attraverso un meccanismo di penalizzazioni.

Contrario a interventi in materia di pensioni è invece Enrico Morando. Il viceministro dell’Economia e delle Finanze non vuole che si taglino del 10% le pensioni calcolate con il metodo retributivo superiori ai 3.500 euro mensili.

Contrario «al prelievo indiscriminato sulle pensioni per cifre non meglio precisate e per il solo fatto che sono state definite con il sistema retributivo» è Cesare Damiano. Secondo il presidente della Commissione Lavoro della Camera, c’è il rischio «che si vadano a colpire le pensioni medie, che fanno veramente gola, anche perché dalle pensioni d’oro si ricaverà poco, il loro numero è esiguo».

Critico è anche Enrico Zanetti (Scelta Civica). «Se mai un contributo di solidarietà dovesse richiesto alle pensioni di più elevato importo, esso non dovrebbe essere impostato come un taglio lineare indiscriminato in funzione del reddito, a tutto danno di chi ha effettivamente versato cospicui contributi durante la sua vita lavorativa, bensì dovrebbe applicarsi a quelle situazioni in cui la pensione percepita è superiore a quella che spetterebbe sulla base della sola contribuzione versata».

Si è espressa sul tema pensioni anche Elsa Fornero. Secondo l’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il contributo di solidarietà è un provvedimento giusto, perché «qui non si tratta di tassare, ma di prendere un’eccedenza» e perché «c’è un grosso divario tra quello che si riceve e quello che è stato pagato».

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il