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Pensioni: contributo solidarietà, per chi e come tagli in riforma Governo Renzi.Calcolo contributivo-retributivo totale o parziale

La riforma pensioni del governo Renzi vede come novità un possibile taglio alle pensioni più elevate. Questo contributo di solidarietà servirebbe innanzi tutto a sanare la situazione degli esodati.




La riforma delle pensioni sulla quale sta lavorando il governo Renzi punta al taglio delle cosiddette pensioni d’oro e d’argento, ossia quelle pensioni che presentano un rapporto tra i contributi versati e l’effettiva retribuzione percepita eccessivamente svantaggioso. Il ministro Poletti, qualche giorno fa, ha manifestato l’intenzione del governo di ricalcolare le pensioni in base al metodo contributivo e, sulla base di questo, effettuare delle decurtazioni.

I nodi da sciogliere in questo senso sono due: qual è la soglia al di sopra della quale si trovano le pensioni che possono subire dei tagli e quale uso fare del ricavato proveniente dall’attuazione di questa misura.

Circa il primo nodo, l’orientamento è quello di assoggettare a riduzioni di circa il 10% le pensioni che allo stato attuale consistono in un assegno superiore a 3.500 euro mensili calcolato seguendo le logiche del metodo retributivo. Queste pensioni dovrebbero anche subire il blocco dell’indicizzazione. Questo criterio è suggerito da Yoram Gutgeld, il consigliere economico di Matteo Renzi. L’alternativa potrebbe essere quella proposta da Tito Boeri, Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca, che vorrebbero decurtare gli assegni retributivi di una certa aliquota per renderli più simili agli stessi calcolati secondo il metodo contributivo. Il taglio che si inferirebbe sarebbe il 20% dello squilibrio sulle pensioni tra 2 e 3.000 euro, il 30% tra 3 e 5.000 euro e il 50% per quelle con una differenza ancora più alta.

In ogni caso, il governo beneficerebbe di un introito che si può considerare come un contributo di solidarietà che le pensioni più ricche esprimerebbero a vantaggio di un riequilibramento del sistema. Come usare questi introiti? Poletti pensa a spenderli per sanare la situazione degli esodati, ma non si esclude di impiegarli per aumentare, anche se di poco, le pensioni minime.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il