BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: novità, la data decisiva per decidere le modifiche è il 10 settembre

Il 10 settembre prossimo arriveranno i dati aggiornati con le entrate dei mesi cruciali per lo Stato, giugno e luglio, e si avrà il polso del dato sul PIL del terzo trimestre.




Bisognerà probabilmente attendere almeno sino al 10 settembre 2014 per conoscere i contenuti effettivi della riforma pensioni. È quella la data decisa, perché arriveranno i dati aggiornati con le entrate di giugno e luglio, mesi cruciali per lo Stato, e perché si avrà il polso sul dato del Prodotto Interno Lordo del terzo trimestre, scrive Carlo Bertini de La Stampa.

Prima del 10 settembre, è la scadenza di fine agosto del consiglio europeo a essere in cima ai pensieri di Matteo Renzi, prosegue Bertini. «Cerchiamo di arrivare con atti di governo che convincano i partner che siccome i problemi sono comuni, noi come paese stiamo accelerando, ma bisogna che in Europa si muovano come sta facendo la BCE aprendo a politiche monetarie più espansive, spiega un membro dell’esecutivo.

Lo stesso esponente racconta che «questa cosa delle pensioni buttata lì così ha provocato più di un problema. La gente con mille euro al mese ci ferma per strada per chiedere se pensioni di ridurre anche a loro». Il riferimento è una delle ipotesi in campo in materia di riforma pensioni, prospettata, fra gli altri, da Giuliano Poletti. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali si è infatti dichiarato favorevole all’introduzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, ovvero di un prelievo forzoso, per evitare il crearsi di nuovi esodati.

Un’altra ipotesi sul tavolo del Governo è quella suggerita da Pier Paolo Baretta. Per il sottosegretario all’Economia, è opportuno introdurre flessibilità in uscita attraverso un meccanismo di penalizzazioni sull’ammontare della pensione erogata dall’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale).

Si ipotizza anche un terzo tipo di intervento in materia di pensioni. Il cosiddetto prestito pensionistico. A un lavoratore prossimo alla pensione si potrebbe versare un anticipo dell’assegno compreso tra i 600 e i 700 euro circa, che andrebbe poi restituito a piccole rate quando il lavoratore medesimo avrà maturato i requisiti per accedere alla pensione.

È l’ipotesi del contributo di solidarietà, più che quella di uscita anticipata e flessibilità in uscita, a scaldare gli animi dei protagonisti della discussione politica. Andare a tagliare le pensioni, in particolare quelle maturate con il sistema contributivo, è un’operazione che, per esempio, trova la contrarietà dei sindacati, con Carla Cantone, segretario generale di SPI-CGIL, che su Twitter non ha usato giri di parole: «Lasciate in pace i pensionati, la pazienza è finita. Ci mobiliteremo».

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il