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Pensioni ultime notizie riforma e Quota 96 Governo Renzi: novità emerse in questi ultimi giorni

Il governo Renzi non ha ancora preso una posizione chiara su come intervenire sulla riforma pensioni. Intanto c’è ancora dubbio su come sarà risolto il problema dei Quota 96.




Le ultime notizie sulla riforma pensioni sulla quale sta lavorando il governo Renzi fanno capire che ancora l’esecutivo deve trovare una linea comune e una visione condivisa in merito a come intervenire sulla riforma Fornero. Il dibattito sviluppatosi tra i vari componenti della squadra di governo è stato finora particolarmente acceso e carico di proposte, ma nessuna finora è stata approvata in via definitiva. Lo stesso Matteo Renzi ha voluto precisare, nei giorni scorsi, che la ridda di considerazioni fatte in merito all’ipotesi di applicare dei tagli alle pensioni più ricche sia soltanto una bolla mediatica e che il governo è ben lungi dal seguire questa direzione.

In realtà però la smentita di Renzi, sostenuta anche da Pierpaolo Baretta, sottosegretario al ministero dell’Economia, lascia perplessi. La bolla additata da Renzi sarebbe partita dalle dichiarazioni del ministro Poletti, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha manifestato l’intenzione del governo di decurtare una quota sulle cosiddette pensioni d’oro e d’argento, creando in tal modo un fondo – denominato ad hoc “contributo di solidarietà” – che dovrebbe realizzare la base economica per finanziare parte delle riforme. Intenzione che si basa sull’idea cardine del consigliere economico dello stesso Matteo Renzi, Yoram Gutgeld.

La smentita di Renzi potrebbe derivare dal desiderio di buttare acqua sul fuoco che è stato acceso dai sindacati, i quali abbastanza all’unisono si sono scagliati contro l’eventualità di trovare iniziative che portino a toccare il valore delle pensioni, alte o basse che siano. Peraltro anche altri esponenti del governo hanno espresso perplessità su questo argomento.

Per sapere come si comporterà il governo in materia di pensioni occorrerà quindi attendere ancora e la data cruciale è il 29 agosto, quando sarà varato il decreto Sblocca Italia.

Questa stessa data permetterà di capire se il governo riuscirà a risolvere il problema dei Quota 96. L’ipotesi al vaglio è che possano andare in pensione già alla fine di settembre, subito dopo avere ripreso normalmente la propria attività lavorativa, a condizione di accettare come penalizzazione il sequestro del TFS dal quale verrebbe decurtato il valore dei contributi che andrebbero a versare fino al momento in cui sarebbero dovuti andare effettivamente in pensione per soddisfare i requisiti richiesti dalle misure della riforma Fornero.

Il punto è però che questa soluzione è tarata solo su 4.000 dei 9.000 Quota 96. C’è dunque da capire se il governo intende comunque pensionare una parte di loro e poi procedere successivamente in modo separato per i restanti 5.000 – e in questo caso la soluzione potrebbe trovare collocazione già nel decreto Sblocca Italia – o se accorpare tutta la soluzione del problema nel più ampio programma di riforma della scuola che sarà presentato nella stessa giornata del 29 agosto. In quest’ultimo caso per tutti i Quota 96 ci sarà da attendere ancora a lungo una soluzione definitiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il