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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità questa settimana ad oggi

La riforma pensioni del governo Renzi mira a eliminare i difetti della riforma Fornero. Tra le ipotesi al vaglio la creazione di un ammortizzatore sociale universale e una maggiore flessibilità a patto di subire penalizzazioni.




Il governo Renzi è al lavoro sulla riforma delle pensioni, con l’intento di eliminare le storture introdotte dalla riforma Fornero che hanno penalizzato moltissimi lavoratori. Tra gli aspetti più discussi e criticati la rigidità nell’accesso alla pensione previsto dal sistema attualmente vigente.

Il ministro Giuliano Poletti pensa a introdurre nuovi criteri di flessibilità, ma non intende scardinare la struttura generale dell’impianto sviluppato dalla Fornero. Una delle traiettorie possibili interessa la pubblica amministrazione: gli impiegati statali che hanno raggiunto i 62 anni d’età e hanno maturato i requisiti di servizio indispensabili per la pensione potranno essere pensionati d’ufficio. Questo tema verrà dibattuto il 3 settembre prossimo in modo da portare ad aggiungere contenuti al DDL di riforma della pubblica amministrazione.

Il nodo più spinoso è quello della creazione di un ammortizzatore sociale universale che sostenga le esigenze dei lavoratori in aziende non statali. Questo dovrebbe servire a sostenere soprattutto quei lavoratori che si trovano senza lavoro né pensione (i cosiddetti esodati). La condizione è reperire le necessarie coperture economiche. L’idea prevalente è quella di addossare sulle imprese il carico economico di questo nuovo ammortizzatore, rinforzandolo con nuove misure basate su interventi di fiscalità generale.

Ad ogni modo l’obiettivo della flessibilità, da applicare a casi particolari, può essere conseguito legandolo a criteri di penalizzazione. In sostanza, un lavoratore che per forza di cose si trovasse in condizione di dovere andare in pensione anticipatamente potrebbe ritirarsi al costo di prendere un assegno più debole. Nel caso dei lavoratori della scuola della Quota 96 la proposta sul tavolo è di concedere il pensionamento a patto di rinunciare al TFS. Una soluzione che scontenta alcuni, ma soddisfa tutti i docenti che non sono più disposti a proseguire nell’attività di insegnamento dopo avere maturato età e requisiti previsti dal sistema pensionistico antecedente alla riforma Fornero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il