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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità davvero significative o minime, nulle. E' scontro anche nell'esecutivo

Il governo Renzi al lavoro sulla riforma delle pensioni. Diverse le proposte in campo, ma tra i membri dell’esecutivo non c’è ancora intesa piena.




Il governo Renzi è alle prese in questi giorni con il problema della riforma delle pensioni. L’eredità del governo Monti in questo campo, che si sostanzia nella riforma Fornero, consiste in una serie di storture e di rigidità che il Presidente del Consiglio e la sua squadra devono risolvere.

I nodi fondamentali sono la creazione di nuove modalità per concedere l’uscita dalla vita lavorativa attiva in un’età anticipata rispetto a quella imposta dalla riforma Fornero, la soluzione del problema degli esodati, il riequilibrio delle differenze troppo marcate tra pensioni d’oro e pensioni meno soddisfacenti sul piano economico, l’incremento dell’assegno delle pensioni minime. A questi si somma anche un possibile sostegno agli attuali ammortizzatori sociali soprattutto in quelle situazioni in cui i lavoratori si trovano a uscire dalla cassa integrazione per trovarsi di fronte a un licenziamento. Molti lavoratori, vicinissimi alla pensione, non avrebbero speranza di ottenere un nuovo posto di lavoro fino al raggiungimento di requisiti ed età pensionabile.

A tutte queste problematiche sta tentando di dare una soluzione il ministro Giuliano Poletti, che nei giorni scorsi ha parlato di un intervento mirato ad aggredire le pensioni più ricche. L’idea è quella di effettuare tagli consistenti alle pensioni più abbienti per realizzare un fondo di solidarietà da cui attingere risorse utili a risolvere la maggior parte dei problemi in campo.

Nell’esecutivo però non c’è accordo. Da una parte c’è chi sostiene, come il viceministro all’Economia Enrico Morando, l’argomento delle pensioni non deve essere una priorità del lavoro di questo governo. Scopo primario dell’azione di governo invece dovrebbe essere il lavoro, la giustizia, la pubblica amministrazione e il fisco. Sulla stessa linea Nunzia De Girolamo che non è d’accordo a toccare l’impianto della riforma Fornero e soprattutto non è favorevole ai tagli. Pietro Ichino approva i tagli, ma a condizione che sia chiara la distinzione tra le pensioni effettivamente molto ricche e quelle in cui la differenza tra il valore derivante dal calcolo retributivo e quello contributivo sia irrilevante.

A questo proposito comunque sembra che il governo sia intenzionato a intervenire solo su quelle pensioni in cui il divario tra il calcolo effettuato con il sistema retributivo, grazie al quale è stato conteggiato l’assegno pensionistico, e quello contributivo sia esagerato. La decurtazione verrebbe effettuata proprio su questa differenza. Nulla però è ancora definito. A conferma dello stato di generale incertezza sul tema il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pierpaolo Baretta, ha affermato che riguardo al contributo di solidarietà non c’è ancora nulla di definito da parte del governo.

Da notare che l’Unione Europea non avrebbe espresso finora perplessità sull’impianto generale della riforma Fornero. Proprio questo argomento permette a Renato Brunetta, sul fronte dell’opposizione, di accusare il governo di impiegare il tempo occupandosi di temi privi di importanza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il