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Quota 96: ultime e ultimissime notizie, novità oggi martedì 26 Agosto. Indicazioni negative per tutte le pensioni non solo scuola

Il Ministro Giannini nega una soluzione. Una vera e propria doccia fredda. Ma ci sono già nuove ipotesi.




AGGIORNAMENTO:  Su ItaliaOggi, si va delineando una altra possibilià allo studio del Governo Renzi, ovvero quello di un pensionamento scaglionato dei quota 96, con una legge ad hoc. Si inizierebbe da subito a settembre per i più anziani per età e contributi e poi si procederebbe per i prossimi due anni. Sarebbe una ipotesi al momento in fase di analisi, che, in qualche modo, non andrebbe nemmeno contro le parole del Ministro Giannini espresse al Metteing Cl e quindi avrebbe anche una certa logica.

AGGIORNAMENTO: Il Ministro Giannini non ha parlato di quota 96 durante la presentazione della Riforma e del Pacchetto Scuola che ha presentato nelle linee guida al Meeting di Cl, ma fermandosi a parlare con gli insegnanti ha spiegato che Quota 96 non sarà all'interno di nessun provvedimento dello Sblocca Italia o del CDM di Venerdì 29 Agosto. Ma non solo. Secondo quanto riferito il Ministro dell'Istruzione ha detto che anche gli insegnanti di quota 96 dovranno essere protagonisti attivi del miglioramento della scuola, quasi negando ogni forma di pensionamento.
Un duro colpo non solo per i docenti di quota 96, ma per tutti coloro che si aspettano una revisione della riforma Fornero. Se non si corregge un errore come quota 96, è difficile che si possa realmente modificare altri aspetti dell'attale sistema pensionistico italiano.

La situazione dei Quota 96 è uno dei problemi ereditati dagli effetti della riforma Fornero che il governo Renzi deve affrontare rapidamente. L’esecutivo deve trovare un modo per permettere a quei lavoratori della scuola che hanno maturato età pensionabile e requisiti richiesti dalla legge pre-riforma Fornero di andare in pensione, benché la nuova legge sulle pensioni varata sotto il governo Monti glielo impedisca.

Due delle priorità che questo governo si sta ponendo sono la riforma del sistema scolastico e la riforma delle pensioni, temi che trovano un punto di accumulazione proprio nella questione dei Quota 96. Esprimendosi come suo solito mediante un tweet, Renzi ha anticipato che la sua squadra varerà “il 29 linee guida su scuola. Perché tra 10 anni l’Italia sarà come la fanno oggi gli insegnanti”. In pratica proprio il 29 agosto il Presidente del Consiglio illustrerà le direzioni programmatiche sulla scorta delle quali l’esecutivo proverà a migliorare l’assetto della scuola italiana.

Secondo quanto dichiarato in modo più o meno esplicito dai membri del governo, la soluzione dei lavoratori in Quota 96 dovrebbe risolversi tramite il decreto Sblocca Italia che sarà varato lo stesso 29 agosto. L’ipotesi prevista è di permettere ai docenti di andare in pensione entro ottobre a costo di rinunciare al TFS, almeno fino al momento in cui verrà maturato l’ammontare dei contributi previsti dal sistema pensionistico Fornero. Una soluzione non entusiasmante ma almeno in grado di portare al ritiro quei docenti che ormai sono esausti.

Il problema però sono le cifre. Il ministero ha stimato circa 4.000 docenti, mentre la Ragioneria di Stato ne conta 9.000. L’approccio alla soluzione che riguarda il TFS è tarato per sostenere economicamente non più di 4.000 lavoratori, se invece si dovranno portare alla pensione altri 5.000 docenti ci sarà bisogno di nuove coperture, che il governo sta ancora cercando.

Dunque possono attuarsi due percorsi. Il primo è quello per cui direttamente nel decreto Sblocca Italia venga introdotto il provvedimento che sblocca la situazione dei docenti in Quota 96. In questo caso dovrebbero riprendere servizio all’inizio dell’anno scolastico 2014-2015 per andare in pensione una trentina di giorni dopo ed essere rimpiazzati da altrettanti docenti attualmente precari.

La seconda ipotesi invece è che Renzi e i suoi ministri decidano di includere la soluzione del problema Quota 96 nella riforma della scuola, allungando quindi in modo considerevole i tempi e impedendo ai lavoratori di andare in pensione entro pochi mesi. Il 29 agosto, dunque, è la data decisiva che renderà noto l’orientamento del governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il