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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi con ricalcolo retributivo-contributivo per tutti, contributo solidarietà, tagli

Sulla riforma pensioni il governo Renzi appare ambiguo. Da una parte si parla di tagliare le pensioni d’oro e d’argento, dall’altra si nega che ci si voglia muovere in questa direzione.




Il governo Renzi potrebbe recuperare parte delle risorse economiche necessarie per sostenere la riforma delle pensioni mediante un contributo di solidarietà proveniente dalle pensioni più alte. In pratica, potrebbe essere applicato un taglio alle cosiddette pensioni d’oro e d’argento in modo da costituire un fondo da impiegare per dare un respiro economico alla soluzione di nodi quali quello degli esodati e dei lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza cassa integrazione ma sono in età avanzata. Inoltre potrebbe essere usato per rimpinguare le pensioni minime.

Il ministro Giuliano Poletti ha espresso chiaramente l’idea di puntare a una valutazione del differenziale tra pensioni molto ricche calcolate sulla base della logica retributiva e il loro valore in base al calcolo contributivo. Numerose pensioni risultano essere troppo alte rispetto alla quota dei contributi effettivamente versati nel corso dell’attività lavorativa.

La decisione di attaccare le pensioni con tagli consistenti però sta trovando un muro nei sindacati. Anche l’opposizione, in questo caso guidata da Renato Brunetta, si scaglia contro la decisione di modificare l’assetto della riforma Fornero, osservando che nemmeno la BCE ha espresso richieste in questa direzione.

Il governo, al di là delle esternazioni di Poletti, rimane ambiguo. Da una parte c’è Renzi, che due giorni dopo lo strombazzamento mediatico delle proposte ventilate da Poletti grida alla solita montatura mediatica e smentisce ogni intenzione precisa del governo sul taglio delle pensioni più elevate. Sull’onda di Renzi anche il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pierpaolo Baretta, il quale ha dichiarato che sul contributo di solidarietà di deciso non c’è ancora nulla.

Solo chiacchiere di corridoio? Forse. Intanto il taglio sulle pensioni medio-alte è uno dei punti forti di Yoram Gutgeld, il consigliere economico di Matteo Renzi. Il suo orientamento è quello di ridurre di circa il 10% quelle pensioni che attualmente si sostanziano in un assegno superiore a 3.500 euro mensili, derivante da un calcolo effettuato seguendo le logiche del metodo retributivo e coerente con la legislazione precedente a quella in vigore oggi. Queste pensioni dovrebbero anche subire il blocco dell’indicizzazione. Possibile allora che Poletti sia stato solo vittima di un abbaglio e che il governo abbia altre intenzioni? La prima data utile per capire qualcosa sarà il 29 agosto, quando sarà varato il decreto Sblocca Italia, che definirà in modo più chiaro le direzioni che il governo vorrà prendere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il