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Blocco stipendi e contratti statali, pensioni contributo solidarietà, tagli e tasse Governo Renzi. Come, per chi e quando

Blocco dei contratti e stipendio statali, ma anche nuova tassa e contributo solidarietà per le pensioni. Le ipotesi del Governo allo studio.




Un nuovo blocco dei contratti e degli stipendi per gli statali e i dipedenti del pubblico impiego e pubblica amministrazione per il biennio 2015-2017 ovvero i prossimi due anni e un contributo di solidarietà, un nuovo taglio per le pensioni d'oro (ma anche d'argento) con vari meccanismi possibili. Sono questi i due punti che potrebbero essere inseriti nella prossima Legge di Stabilità e che hanno occupato le prime pagine dei giornali in queste settimane di Agosto.

Tutte notizie finora smentite dal Governo e dallo stesso Premier, ma che potrebbero essere almeno allo studio da parte dei tecnici del Ministero dell'Economia e del MEF, come eventuali ipotesi da considerare per ottenere quei 20-25 milioni di euro necessari per le prossima legge di stabilità, soprattutto se l'Unione Europea non concederà nuovi criteri di flessbilità sui vincoli di bilancio come richiesto con forza dall'Italia e della Francia.

Ma chi, come e quando dovrebbe essere interessato a questi nuovi interventi?

Per quanto riguarda il blocco dei contratti e degli stipendi lo saranno tutti i dipendenti statali per, come detto, i prossimi due anni ovvero 2015, 2016, 2017.
Una idea già contenuta nel DEF, documento di programmazione economica approvata la scorsa primavera, dove si affermava che sarebbe continuata una fase di contenimento dei costi della PA come nei precedenti anni. Frase, che, già, allora, aveva preoccupato le diverse forze sociali.

Per quanto riguarda, invece, il contributo di solidarietà, ovvero le nuove tasse sulle pensioni, le soluzioni e le ipotesi sono davvero numerose.

La platea, prima di tutto, non è assolutamente chiara. Si va da chi parla che saranno colpiti coloro che prendono pensioni superiori ai 3mila euro e chi afferma che saranno interessati solo chi prende sopra i 6mila euro.
Da ricordare che il consigliere economico di Renzi, Yoram Gutgeld, ha sempre sostenuto un taglio del 10% e un blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori ai 3500 euro lorid calcolati secondo il metodo contributivo.

Per quanto riguarda i meccanismi c'è chi pensa di intervenire con un prelievo una tantum, mentre altri che parlano di un ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo al posto del retributivo per chi gode di una pensione che per la maggior parte è calcolata con il ventaggioso metodo del retributivo.
E si tratterebbe di almeno 15 milioni di persone interessate, che potrebbero anche aumentare fino a 16,5 milioni secondo alcuni dati INPS.
Secondo alcuni economisti, tra cui Tito Boeri, si dovrebbe procedere al ricalcolo degli assegni sulla differenza di quanto calcolato con il metodo contributivo. Quindi, cambierebbe sola la differenza e questa sarebbe ridotta del 20% per le pensioni tra i 2-3 mila euro, del 30% per per i 3-5 mila euro e del 50% sopra questo livello.

Da sottolineare che, qualunque taglio e tassa sulle pensioni, o anche semplicemente contributo e prelievo di solidarietà venissi deciso, i soldi ottenuti dovrebbero rimanere all'interno del sistema previdenziale altrimenti la Consulta bloccherebbe tali proveddimenti.
In questo senso, un nuovo intervento sulle pensioni, potrebbe avere un carattere distributivo, permettendo un aumento delle minime, come anche agognato dallo stesso Renzi, o introdurre meccanismi di flessibilità per l'uscita anticipata.

Il quando. La decisione sulle pensioni, così come per il blocco dei contratti e delle pensioni della Pubblica Ammnistrazione avverà nella Legge di Stabilità decisa entro Ottobre. Solo su questo punto, come si vede, non c'è davvero nessun dubbio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il