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Riforma Scuola Governo Renzi: novità e misure ufficiali supplenze, assunzioni, precari, quota 96, contratti, premi. Cosa cambia

Come potrebbe cambiare la scuola con la nuova riforma della scuola venerdì 29 agosto in Cdm. Nuove misure ma nessuna novità per Quota 96




“Le supplenze vanno riconsiderate perché si sa già dall’inizio dell’anno scolastico quali sono i posti da sostituire stabilmente. I supplenti non saranno eliminati fisicamente come vedrete. L’obiettivo è quello di ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall’organico funzionale”: parte da qui la riforma della scuola che venerdì 29 agosto sarà presentata in Consiglio dei Ministri. Le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giannini chiarisce come sarà articolata la nuova scuola.

E spiega: “Il 29 agosto sarà l’occasione per presentare la visione del nostro Governo sui temi dell’ istruzione e in particolare della scuola, a cui seguirà poi un provvedimento che è in costruzione da mesi. Il fatto che si pensi che Italia di domani dipenda dalle scelte sull’istruzione è veramente una svolta rivoluzionaria. Vogliamo abolire il precariato e le supplenze che non servono né a chi le fa né a chi le riceve”; inoltre, da settembre partendo il nuovo sistema di valutazione e autovalutazione delle scuole, si potrebbe pensare ad una maggiore autonomia per i presidi virtuosi.

Nessuna novità, però, per quanto riguarda l’organizzazione dei cicli scolastici (medie, liceo quadriennale), nessun provvedimento di pensionamento per i Quota 96 in attesa di risposta dal governo, mentre verranno ribaditi alcuni provvedimenti centrali per la scuola come l’approfondimento della lingua inglese e dell’informatica, il piano per lo sport, il ripristino della geografia come materia di studio in alcuni indirizzi superiori, l’allargamento del wifi a tutte le scuole, e il potenziamento dell’apprendimento non frontale.

Il ministro Giannini ha spiegato che la riforma punterà a “Valutare gli insegnanti per il merito e non solo per l'anzianità: introdurre anche scatti di reddito ma sulla base di una progressione della loro attività professionale. Finanziare la formazione, dunque, poi valutarla e premiare chi fa, penalizzare chi non fa il suo dovere. Riunificare cultura e istruzione per evitare che chi studia restauro finisca in un call center, creare scuole di specializzazione collegate a enti culturali sul modello francese. Modificare i programmi: potenziare lo studio di storia dell'arte, musica. Dare un'effettiva libertà di scelta educativa che nel nostro paese non è mai stata davvero garantita”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il