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Pensioni donne e uomini riforma Governo Renzi ultime notizie: si lavora su tre aspetti e modifiche principali

Si lavora ancora per modificare la riforma attuale delle pensioni: quali nuove misure previste e problema risorse da affrontare. La situazione




Meccanismi di uscita anticipata e flessibile, come prestito pensionistico, uscita a Quota 100 (65 anni di età e 35 anni di contributi), in pensione prima, a 57 anni per i lavoratori dipendenti e a 58 per gli autonomi, con sistema contributivo per tutti, uomini e donne, fino al 2018, uscita anticipata a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate in percentuale in base all’anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione prima; contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro calcolate esclusivamente con vecchio sistema retributivo, nonché possibilità di estensione del bonus 80 euro anche ai pensionati che ricevono assegni mensili inferiori ai mille euro.

Sono queste le ipotesi di cambiamento della riforma pensioni Renzi, ipotesi di cui si sta discutendo sempre più in vista della prossima Legge di Stabilità, occasione nella quale, si spera, qualcosa possa cambiare davvero, soprattutto per risolvere quei problemi creati dalla riforma Fornero che ormai meritano di essere chiusi, come la mai dimenticata questione esodati, per cui si stanno susseguendo soluzioni tampone ma che necessiterebbe di una soluzione strutturale, come detto dallo stesso ministro Poletti, che chiuda definitivamente la questione.

Tutto però è ancora in ballo: il problema principale restano le risorse, motivo per cui è già saltata, nella riforma della Pubblica Amministrazione, la norma che avrebbe permesso il pensionamento dei quattromila pensionandi della scuola, i cosiddetti Quota 96 e per cui è stato anche cancellato lo stop alle penalizzazioni per chi va in pensione a 62 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il