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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi riforma uscita anticipata, aumento assegno, contributo solidarietà. Dove si lavora.

Modificare la riforma pensioni Fornero seguendo essenzialmente tre strade: quali sono, cosa prevedono e problemi per interventi




Modificare la riforma pensioni Fornero, garantendo la possibilità di uscita anticipata a tutti, soprattutto a categorie di lavoratori come usuranti e precoci che dovrebbero essere i primi beneficiari di cambiamenti per una maggiore flessibilità in uscita, è ancora fra gli obbiettivi primari del governo Renzi, nonostante finora si siano susseguiti annunci e promesse rimasti solo tali. Il problema non sono le ipotesi e i sistemi da definire, quanto le risorse, mancanti, per mettere in atto gli interventi previsti. E la situazione economica, critica, del nostro Paese non aiuta certamente.

Le novità e ultime notizie trapelate su possibili interventi che, si spera, possano essere contenuti nella prossima Legge di Stabilità indicano tre punti principali su cui lavorare, vale a dire i sistemi di uscita anticipata e flessibile, come sistema contributivo per tutti, uomini e donne, prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e sistemi di penalizzazioni, uscita con Quota 100, cioè a 65 anni invece che a 66 come oggi previsto e con 35 anni di contributi; contributo di solidarietà che andrebbe a colpire solo le pensioni più alte, probabilmente quelle che superano i 3, 3.500 euro al mese, calcolate con sistema retributivo; e possibile riduzione Irpef per i pensionati con conseguente aumento dell’assegno.

La strada sembra buona e ben definita ma l’ultima parola spetta alle coperture finanziare necessarie. Se, infatti, si riusciranno a definire tali sistemi in maniera sostenibile, o addirittura a costo zero, probabilmente qualcosa potrebbe cambiare per le pensioni italiane, altrimenti bisognerà cercare di reperire risorse dai risparmi che dovrebbero derivare dai tagli del piano di spending review del Commissario Cottarelli.

Ciò che, però, si sa è che sta diventando sempre più necessaria quella soluzione strutturale annunciata dal ministro del Lavoro Poletti già qualche tempo fa che rappresenterebbe la ‘svolta’ per tutti: sia per lavoratori e pensionandi, sia per gli esodati che non dovrebbero più sperare in soluzioni dell’ultimo minuto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il