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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità INPS contro leggi esistenti Fornero. Intervento necessario

Opzione donna a rischio con nuova circolare Inps che blocca i pensionamenti anticipati: serve revisione altrimenti pronti ricorsi




Avrebbero potuto andare in pensione prima con la cosiddetta opzione contributivo, che permetteva loro di andare in pensione a 57 anni e con 35 anni di contributi, invece, a causa di uno stop da parte dell'Inps, molte lavoratrici dovranno rimandare. Se, infatti, è vero che le donne lavoratrici con 57 anni e 35 anni di contributi (58 per le lavoratrici autonome) hanno la possibilità entro il 2015 di andare in pensione con il sistema contributivo, uscita anticipata accettando, però, di ricevere un assegno di pensione ridotto di circa il 25-30%, d’altro canto l’Inps ha bloccato tale possibilità.

Secondo quanto diffuso dalla Circolare Inps 35/2012, per andare in pensione con tali requisiti ‘entro la data del 31 dicembre 2015 deve essersi aperta la finestra mobile (12 mesi per le dipendenti, 18 per le autonome) a cui aggiungere anche la speranza di vita (3 mesi dal 2013)’. E si tratta di una precisazione che esclude dal beneficio chi compirà i 57 anni da settembre di quest'anno. Fuori già dal beneficio le lavoratrici autonome, per cui vale una finestra più lunga, di 18 mesi.

Ma secondo quanto riportato su Facebook dal comitato Opzione Donne, la decisione da parte dell’Inps di anticipare il termine di presentazione della domanda per i pensionamenti delle donne che possono godere del’opzione contributivo ha mandato in fumo circa un miliardo di euro e ha bloccato il pensionamento anticipato di circa 6 mila lavoratrici.

Secondo Dianella Maroni, dirigente del Comune di Ravenna e tra le fondatrici del comitato, “E’ incredibile che una circolare dell’Istituto di previdenza cancella una norma del governo.Sono mesi che come Comitato solleviamo dubbi di legittimità su questo ‘anticipo’ immotivato, tanto che la Commissione lavoro della Camera ha prodotto diversi progetti di legge per risolvere il problema e il Parlamento si è espresso con una risoluzione chiedendo che il governo si faccia parte attiva nei confronti dell’Inps per modificare la circolare”. E se ora l’Inps non procederà alla revisione della norma, i patronati minacciano rircorsi. Si attendono, pertanto, nuovi interventi.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il