Riforma Scuola Renzi 2014: ultime notizie e novità. Con i sindacati è già scontro su assunzioni, premi, contratti, scatti merito

Approda venerdì prossimo in Cdm la riforma della Scuola: le misure in discussione ma già montano le proteste dei sindacati su alcuni interventi

Riforma Scuola Renzi 2014: ultime notizi


Si discuterà venerdì prossimo 29 agosto la nuova riforma della Scuola che approda in Consiglio dei Ministri insieme al Decreto Sblocca Italia e alla riforma della Giustizia. La nuova riforma della scuola punta ad eliminare il precariato, premiare il merito degli insegnanti, rivedere i sistemi di formazione e reclumento degli insegnanti nonché rinnovare i programmi scolastici e potenziare l’insegnamento dell’inglese e dell’informatica. Il ministro dell’Istruzione Giannini ha spiegato: “Il 29 agosto sarà l'occasione per presentare la visione del nostro governo sui temi dell' istruzione e in particolare della scuola, a cui seguirà poi un provvedimento che è in costruzione da mesi”.

E ha ribadito che “il governo intende eliminare il precariato nella scuola”, spiegando che “le supplenze devono essere riconsiderate in quanto già dall'inizio dell'anno scolastico si conoscono alla perfezione quali e dove sono i posti da sostituire stabilmente, ma c'è un meccanismo perverso che ci trasciniamo da decenni che non ci consente di lavorare se non con l'organico di diritto e quindi di riempirlo attraverso le graduatorie”. In previsione anche l’assunzione di 100mila insegnanti.

Ma su alcune misure previste, la Flc-Cgil ha fatto sapere: “Non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate. Non sono chiare le risorse disponibili, non c’è alcun impegno per il rinnovo del contratto nazionale, si intende togliere salario a tutti con il superamento degli scatti per dare soldi a pochi utilizzando il vecchio progetto dell’Aprea, si vuole piegare la scuola pubblica alle logiche delle imprese e del mercato, si vogliono dare più soldi alle scuole paritarie mentre le autonomie scolastiche sono senza risorse e tante famiglie non sono più in grado di sostenere i costi per fare studiare i figli, non c’è alcun progetto per stabilizzare gli organici e riformare il reclutamento superando il precariato”.
 
Si fa sentire anche l’Anief, secondo cui “Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dice che vuole eliminare i supplenti? Allora si metta all’opera, perché non deve fare altro che assumerli. Le supplenze  non fanno bene nè a chi le fa nè a chi le riceve. I numeri ci dicono che i supplenti servono, solo che vanno stabilizzati. Dal 2001 a oggi lo Stato ha assunto nelle scuole pubbliche 258.206 insegnanti, ma in quegli anni ne sono andati in pensione 37 mila in più. E i posti liberi erano 311.364. Tanto è vero che le supplenze sono aumentate da 105 mila a 140 mila. E la maggior parte sono su posti vacanti”.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il