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Quota 96 scuola e no del Ministro Giannini secondo ultime dichiarazioni. Quale importanze e peso ha le nuove dichiarazioni

Probabilmente nessuna soluzione per Quota 96 nemmeno in riforma della Scuola nonostante i primi annunci del ministro Giannini: la situazione




Si fa sempre più pesante la questione dei Quota 96 della scuola che da oltre due anni attendono di andare finalmente in pensione. Si tratta di 4mila pensionandi della scuola che, nonostante abbiano maturato i requisiti per il pensionamento, sono stati bloccati dall’entrata in vigore della legge Fornero e da mesi ormai chiedono una soluzione alla loro posizione. Finora, però, il tutto si è concluso con un nulla di fatto, ogni emendamento presentato per favorire il loro congedo è stato sempre bocciato dalla Ragioneria di Stato a causa della mancanza di risorse finanziarie da destinare alla loro uscita ed anche quando, prima dell’estate, si pensava che finalmente la partita potesse essere chiusa con l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione, le aspettative di tutti sono state deluse.

Dopo un prima via libera, infatti, la norma che avrebbe permesso il pensionamento degli interessati entro la fine di agosto in modo da non ritornare in cattedra dal primo settembre per un nuovo anno di lavoro è stata cancellata ed ora si ripropone la necessità di intervenire e in tempi stretti per favorire la regolarizzazione di tutti quei docenti e lavoratori del personale Ata che sarebbero già in pensione con i vecchi requisiti.

Anche oggi, tuttavia, le speranze che qualcosa cambi davvero sono esigue, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giannini che ha confermato come non dovrebbe esserci alcun riferimento alla questione nella riforma della Scuola che sarà discussa venerdì 29 agosto in Consiglio dei Ministri.

Del resto, era stata la stessa Giannini a ritenere che la questione dei Quota 96 della scuola no potesse essere inserita nella riforma della P.A. e aveva anticipato la possibilità di eventuali soluzioni nella riforma Scuola. Ma la mancanza di riferimenti alla questione e il silenzio del ministro in merito a soli due giorni dalla sua discussione, non rappresenta certo un buon segnale. Né per i pensionandi della scuola, né per modifiche alle pensioni di tutti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il