Alcune considerazioni e riflessioni sul riassetto del Gruppo Telecom

“E quindi alla fine ci troveremo privi della tecnologia di comunicazione satellitare, saremo solo semplici clienti senza però essere anche sviluppatori di nuove tecnologie”



“E quindi alla fine ci troveremo privi della tecnologia di comunicazione satellitare, saremo solo semplici clienti senza però essere anche sviluppatori di nuove tecnologie”. Detta così è semplice e alcuni già rimpiangono la coppia d’attacco Pascale-Gamberale.

Certo è che il settore viaggia più veloce dei business plan aziendali e dei movimenti di borsa, la tecnologia UMTS era superata nel 2000, figuriamoci oggi che a 6 anni di distanza non ha ancora raggiunto la massa critica di utenti. Certo è che il futuro non mi sembra nemmeno essere Alice Broadband con i contenuti di Sky: siamo sicuri che le persone si rinchiuderanno in casa a
vedere la televisione dalla mattina alla sera?

È più probabile che la tv on demand sia il futuro della tv, ma con copertura universale considerato che in futuro le persone si sposteranno sempre più e con format di durata inferiore a quella attuale.

Forse Telecom non venderà per il momento Tim, ma di sicuro alla vendita si arriverà nel medio periodo e in questo modo si ripagheranno i debiti di Telecom e ci sarà un vantaggio anche per Pirelli (che nel frattempo avrà incorporato Olimpia); Camfin ne uscirà con un buon margine e al piccolo azionista non resteranno che le briciole, come sempre quando si parla di Telecom.

Se la storia è maestra, evitiamo però di ripetere gli errori del passato e
quindi evitiamo che ai vari livelli della catena si inseriscano società off-shore senza "un padrone" che portino a casa milioni di capital gain senza pagare un soldo di tasse.

Evitiamo poi che Tim finisca nelle mani di speculatori senza ottica industriale, tra i quali rientrano anche alcuni fondi di private equity; per fortuna sono anche cambiati i tempi e mettere insieme 35-40 mld non è facile!

In un certo senso la strada di Tim è segnata: l'azienda è già in alleanza
con Deutsche Telekom e altri minori (Orange,...) quindi lo sposo predestinato (sempre che sia una industria) sarà Dt.

Non ritengo sia uno scandalo che Tim possa finire all’estero, si tratterà pur sempre di un operatore europeo; se proprio è necessario sbilanciarsi allora dico che è peggio che si invochi la Cassa depositi e prestiti per acquistare la società di rete; per questa società è forse meglio la cessione ai fondi di private equity oppure la sua quotazione con trasformazione in public company nelle tasche dei fondi pensioni (gli unici che investono in un ottica di lungo
periodo).. già ma in Italia questi fondi non ci sono e anche questa
società finirebbe in mani straniere!

Una domanda aperta: cosa se ne farà dei soldi questa volta Tronchetti? dove
verranno investiti? Già il buon Marco ha creato le basi per il trading del
gas, il prossimo obiettivo ritengo possa essere la Genetica o la Biotecnologia.

Riceviamo da Cesant e con piacere pubblichiamo

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il