Euro forte, fin troppo forte

Niente da fare, ci dovremo tenere un euro forte. Chissà se negli anni novanta a Francoforte hanno mai pensato che un giorno l’eccessiva forza dell’euro avrebbe rappresentato un problema



Niente da fare, ci dovremo tenere un euro forte. Chissà se negli anni novanta a Francoforte hanno mai pensato che un giorno l’eccessiva forza dell’euro avrebbe rappresentato un problema. Oggi sono arrivati anche i dati della bilancia commerciale Usa, di nuovo peggiore delle aspettative: il deficit a luglio è salito del 5%, attestandosi sulla cifra record di 68 miliardi di dollari. L’aspettativa del mercato viaggiava invece intorno a 65,5.

E così di nuovo l’euro ha riguadagnato terreno, toccando la soglia di 1,2716 dollari. Certo, tutto sommato col petrolio una valuta forte fa anche comodo, ma la nostra bilancia commerciale non può non risentirne.

Secondo le analisi Eurostat il surplus commerciale di giugno si è attestato sui due miliardi di euro, contro i 6,8 dello stesso mese del 2005. Dato che, oltretutto, destagionalizzato corrisponde ad un deficit di 1,1 miliardi.

In effetti da gennaio a giugno di quest’anno la corsa dell’euro è stata inarrestabile, bruciando la tappa di 1,19 dollari per un euro per arrivare ad un cambio di 1,25 dollari/euro. C’è da sperare che questo andamento raggiunga un tetto. In questo senso i segnali non mancano: a giugno l’euro viaggiava intorno a 1,25 dollari/euro, una quota di poco inferiore a quella attuale.

Certo è che se negli Usa i dati della bilancia commerciale e del debito continuassero a crescere e si affiancassero ad un rallentamento della crescita, le prospettive non sarebbero buone neanche per noi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il