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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità di questa settimana tra dichiarazioni, conferme e smentite

Poletti smentisce interventi sulle pensioni, Padoan avverte, mentre si discute di tagli e risorse necessarie, ma la situazioni sembra piuttosto contraddittoria




Sono giorni contraddittori quelli che si stanno vivendo in questa fine d’estate, per le misure delle riforme che il governo Renzi sta mettendo a punto e soprattutto sul capitolo pensioni. Le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti, che è intervenuto al meeting Cl di Rimini, sono state poi una doccia fredda per i tanti speranzosi di capire quali interventi il governo stesse mettendo a punto per cambiare la riforma pensioni. Ma in realtà Poletti ha dichiarato che non arriverà alcun intervento nella prossima Legge di Stabilità, smentendo, dunque, quanto aveva precedentemente affermato.

Più volte, infatti, era stata ribadita la volontà da parte dello stesso ministro e del governo di presentare modifiche alle pensioni per un’uscita anticipata nella prossima Legge di Stabilità. Ma questo non avverrà, e del resto c’era da aspettarselo, alla luce della situazione di crisi più volte sottolineata e della mancanza di risorse economiche. Così come nulla cambierà, al momento, per i pensionandi di Quota 96 della scuola, sempre per mancanza di coperture finanziarie.

Proprio a causa del problema risorse il ministro dell’Economia Padoan, pur non parlando direttamente delle pensioni, ha fatto capire la difficoltà di intervenire sulle pensioni, spiegando che qualcosa si potrebbe fare solo con nuove coperture che potrebbero derivare, per esempio, dal contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, i cui risparmi andrebbero comunque ad essere reimpiegati nel sistema previdenziale stesso.

E, secondo Padoan, sarà “La spending review lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità. Ed è chiaro che andrà coinvolto l’intero governo per identificare obiettivi di risparmio di spesa quantitativi, ma che permettano di preservare l’efficienza dei servizi pubblici. Tutta la spending review è un’operazione altamente politica: si tratta di individuare le priorità, e in un periodo di risorse limitate. È un’operazione politica valutare se la spesa che si è accumulata nel tempo si debba considerare acquisita o se non si debba ripensare”.

La riforma pensioni Renzi punta su tre fronti principali per modificare l’attuale riforma Fornero: troppo rigidi i requisiti richiesti, troppi errori da correggere e troppe le richieste di modifica arrivate da lavoratori e forze politiche e sociali. Nulla purtroppo è stato fatto finora, a causa, soprattutto, della mancanza di risorse necessarie per mettere in atto le misure pensate, ma si continua a lavorare e il prossimo appuntamento, come annunciato dal ministro del Lavoro Poletti già lo scorso mese, dovrebbe essere quello della Legge di Stabilità di ottobre.

Fino ad allora si continuerà a lavorare su tre sistemi di uscita anticipata e flessibile, che sarebbero prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti fino al 2018, uscita anticipata a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizzazioni, e a puntare sul ritorno del contributo di solidarietà (nonostante in molti lo smentiscano)  che, come detto, permetterebbe di incassare avere soldi sicuri per la previdenza. E soldi sicuri da riutilizzare sempre per le pensioni sarebbero stati quelli che l’Inps avrebbe continuato a risparmiare garantendo la possibilità di uscita anticipata alle donne con sistema contributivo.

Si tratta di una possibilità, finora, valida solo per le donne che potevano scegliere di lasciare il lavoro prima a fronte di una decurtazione del 25% sull’assegno pensionistico finale, il che avrebbe previsto, come detto, risparmi rispetto all’erogazione di assegni calcolati con sistema retributivo, ma l’Inps ha deciso di anticipare il termine di scadenza di richiesta di pensione anticipata mandando in fumo così miliardi di euro.

E torna a parlare di pensioni anche l’ex premier Monti che, riferendosi alla situazione attuale dell’Italia, all’operato finora del governo Renzi e alla riforma pensioni tanto criticata, ha detto: “In Italia c’è la pericolosa abitudine di rimettere in discussione pezzi delle riforme già fatte, la cui mancanza era difficile da giustificare in un paese che ha un’enorme ricchezza privata, in buona parte immobiliare, e un altrettanto enorme debito pubblico. Queste due riforme non hanno soltanto salvato la finanza pubblica ma anche creato spazi per la crescita. Questi spazi, i due governi successivi non li hanno però destinati prioritariamente alla crescita”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il