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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità della settimana tra conferme e smentite

Pensioni anticipate di anzianità e problemi risorse: come si potrebbe intervenire per modificare la riforma pensioni Fornero?




Prima annunci e promesse, poi nuovi sistemi di uscita anticipata dal lavoro, poi dietrofront e problemi che non si riescono a superare: sembra che cambiare la riforma pensioni Fornero stia diventando una vera e propria impresa e forse, solo alla luce dei problemi economici che man mano si riscontrano, si può capire come e perché, tre anni fa, si sia arrivati all’elaborazione di tale legge.

Del resto, sono proprio le parole dell’ex premier Monti a confermare che, tra critiche e polemiche, bisognerebbe capire che tutte le riforme nate sotto il suo governo lo sono state all’insegna del contenimento della spesa pubblica nonché per ovviare ad una situazione di crisi insostenibile ma che si sta riproponendo anche oggi, motivo per il quale è difficile agire come si vorrebbe.

E, nonostante si continui a parlate di meccanismi di uscita anticipata come sistema contributivo per tutti, sia donne che uomini, prestito pensionistico, uscita a 62 anni e con 35 anni di contributi ma anche penalizzazioni, o a Quota 100, si torna a proporre il prelievo di solidarietà sulle cosiddetto pensioni d’oro, probabilmente su quelle che superano i 3, 3.500 euro al mese, da cui accumulare risparmi da reimpiegare per la previdenza stessa, sembra che nulla cambierà effettivamente con la prossima Legge di Stabilità di ottobre. E tutto resta ancora in ballo.

Del resto, il ministro dell’Economia Padoan, da sempre contrario ad un abbassamento dell’età pensionabile, ha ribadito proprio in questi giorni la situazione di impossibilità di interventi vista la mancanza di risorse, spiegando che  “La spending review lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità. Ed è chiaro che andrà coinvolto l’intero governo per identificare obiettivi di risparmio di spesa quantitativi, ma che permettano di preservare l’efficienza dei servizi pubblici. Tutta la spending review è un’operazione altamente politica: si tratta di individuare le priorità, e in un periodo di risorse limitate. È un’operazione politica valutare se la spesa che si è accumulata nel tempo si debba considerare acquisita o se non si debba ripensare”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il