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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: novità della settimana. Il punto della situazione.

Questione pensioni sempre più controversa: si attendevano nuovi interventi in prossima Legge di Stabilità ma mancano risorse e Poletti smentisce ogni modifica




Prestito pensionistico, sistema contributivo, Quota 100, uscita anticipata a 62 anni e con 35 anni di contributi: queste le proposta di uscita flessibile dal lavoro che fino ad oggi si sono susseguite, spiegati dalle forze politiche, discussi. Ma il cantiere pensioni è ancora fermo e probabilmente, nonostante idee e annunci, lo rimarrà ancora a lungo. Questo si evince anche dalle ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che, in occasione del meeting Cl di Rimini, ha detto che nella prossima Legge di Stabilità non vi sarà alcun intervento sulle pensioni.

Il problema di uno stop ai lavori è tutto economia: mancano i soldi necessari. Ma ha ribadito, allo stesso tempo, la necessità in Italia di “trovare una modalità per gestire, insieme alla crescita, l'equità”. E sulle sue dichiarazioni precedenti che annunciavano una soluzione strutturale per tutti proprio nella prossima Legge di Stabilità, il ministro ha spiegato: “La mia risposta a un'intervista di quest'estate era su un principio di equità: di fronte ad una situazione nella quale questo Paese deve trovare un modo per gestire insieme alla crescita l'equità, dobbiamo trovare una modalità che lo consenta. Era in via di principio, senza far riferimento ad alcun progetto o strumento, ho detto che ci vuole anche un atto o una possibilità di avere un atto di solidarietà dentro un sistema previdenziale perché è di questo che si stava parlando”.

E ha concluso: “Come ha detto Renzi non c'è nessun progetto. Io non ho parlato di questo tema, ma solo di una valutazione di equità, una considerazione generale, una valutazione che continuo a mantenere: io credo che l'equità sia una delle condizioni che genera crescita e questo paese deve perseguire”.

Si tratta, però, di dichiarazioni che effettivamente lasciano l’amaro in bocca a quanti hanno seguito la vicenda pensioni fino ad oggi e ascoltate le dichiarazioni, nei mesi, dello stesso Poletti, dichiarazioni che infondevano fiducia e ottimismo in un lavoro di modifica che sembrava potesse concretizzarsi ma che invece è stato decisamente smentito.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il