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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, dichiarazioni e novità Padoan, Poletti, Monti, Meloni, Sindacati

Sempre più aperto il dibattito pensioni, soprattutto dopo ultime dichiarazioni del ministro Poletti: posizioni e pareri forze politiche e non solo




“L’Italia alla fine del 2011 era in una situazione di emergenza e lo è anche oggi. Nella stessa misura. Le riforme da fare sono ancora molte e un orologio funziona solo quando tutti gli ingranaggi sono a posto”: torna  farsi sentire l’ex premier Mario Monti, che intervenendo sulla situazione attuale in cui versa l’Italia, specifica che nel nostro Paese “c’è la pericolosa abitudine di rimettere in discussione pezzi delle riforme già fatte, la cui mancanza era difficile da giustificare in un paese che ha un’enorme ricchezza privata, in buona parte immobiliare, e un altrettanto enorme debito pubblico. Queste due riforme non hanno soltanto salvato la finanza pubblica ma anche creato spazi per la crescita. Questi spazi, i due governi successivi non li hanno però destinati prioritariamente alla crescita”.

Il riferimento è chiaramente alla riforma pensioni Fornero che, sin dall’inizio, è stata fortemente criticata per la rigidità di requisiti imposti, ma che all’epoca, come del resto la stessa Fornero qualche tempo ha spiegato, erano necessari per risparmiare sulla spesa e cercare di accumulare risparmi, tanto che tale legge sarebbe in grado, secondo i calcoli fatti, di far risparmiare ben 80 miliardi di euro fino al 2021., motivo per cui, nonostante le proposte e gli accordi, difficilmente si riesce a cambiarla.

E l’ultimo a farlo capire è stato il ministro del Lavoro Poletti che, intervenuto al meeting Cl di Rimini qualche giorno fa, ha dichiarato espressamente che la prossima Legge di Stabilità non conterrà alcun intervento sulle pensioni e che tutto ciò di cui finora si è parlato (dai meccanismi di uscita anticipata a flessibilità) erano solo idee ma non interventi concreti.

Non parla, invece, di pensioni il ministro dell’Economia Padoan ma parlando di necessità di interventi del governo, riforme strutturali e risorse necessarie, spiega “La spending review lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità. Ed è chiaro che andrà coinvolto l’intero governo per identificare obiettivi di risparmio di spesa quantitativi, ma che permettano di preservare l’efficienza dei servizi pubblici. Tutta la spending review è un’operazione altamente politica: si tratta di individuare le priorità, e in un periodo di risorse limitate. È un’operazione politica valutare se la spesa che si è accumulata nel tempo si debba considerare acquisita o se non si debba ripensare”.

E' intervenuta sulle pensioni anche Giorgia Meloni: “Ritengo sicuramente un tema interessante quello della flessibilità pensionistica e quindi di una maggiore possibilità degli italiani di gestire risorse che comunque sono loro in un momento di difficoltà. Il problema è però che questo governo dice tantissime cose, ma non arriva nulla nero su bianco. Bisognerà quindi vedere di che cosa parliamo, anche se trovo importante il principio della flessibilità pensionistica in quanto tale. Dobbiamo fare i conti con il fatto che ci troviamo di fronte a una situazione economica molto complessa e difficile per tanti italiani. Tutto ciò che possiamo fare per dare loro una mano, pur senza aumentare la spesa pubblica, è qualcosa cui bisogna guardare in modo positivo”.

Secondo Domenico Proietti, segretario confederale dell’Uil, “La flessibilità in uscita è molto importante, noi la proponiamo da tanto tempo. Riteniamo che in occasione della Legge di Stabilità si debba passare ai fatti. Noi proponiamo un range tra 62 e 70 anni, dentro al quale il lavoratore può scegliere se andare in pensione”. E spiega: “Se un lavoratore si ritira prima prenderà una pensione più bassa perché avrà versato meno contributi, se arriva fino al tetto dei 70 anni prenderà una pensione più sostanziosa. Ciò permetterebbe di risolvere numerosi problemi, come quello degli esodati e dei lavori usuranti. È impensabile che un operaio edile stia su un tetto fino a 67 anni o che un 68enne possa guidare uno scuolabus”.

Inoltre, dice: “Noi riteniamo che si debba assegnare un bonus fiscale anche ai pensionati, i quali sono la categoria che paga le tasse più alte d’Europa. Mentre nell’Ue l’aliquota media è pari al 12,5%, in Italia supera il 24%. Quindi esiste un problema di adeguatezza delle pensioni, e non vanno affatto tagliate. E le risorse vanno reperite continuando in modo più coraggioso a tagliare la spesa pubblica, a partire dalle municipalizzate, dagli sprechi della politica e dallo stesso numero di parlamentari”.

Si inserisce nel dibattito pensioni anche il patron di Eataly Farinetti: “Le pensioni devono essere uno strumento per vivere decentemente, non per arricchirsi. Per questo è necessario che il governo Renzi, a sei mesi dalla nomina, dia ancora due o tre bastonate a partire dall’inserire un tetto massimo alle pensioni”. Secondo Farinetti, bisognerebbe stabilire “un tetto massimo agli stipendi dei politici, abolire le Regioni autonome, mettere un tetto massimo alle pensioni che devono essere uno strumento per continuare a vivere decentemente non per arricchirsi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il