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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità contributo solidarietà e penalizzazioni. Calcolo, simulazione quanto sarebbe

Nuova ipotesi di introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte: nessuna soglia fissata e smentite ma prime simulazioni calcoli




La sua introduzione è stata smentita ma ormai da settimane si è tornati a parlare della possibilità di applicare un nuovo prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, quelle cioè più alte, calcolate con sistema retributivo, ma per cui non è stata effettivamente fissata una soglia. Le indiscrezioni parlavano di un tetto sui 3mila, 3.500 euro mensili. Ma qualcuno ha ipotizzato che tale prelievo potrebbe riguardare anche coloro che percepiscono sui 1.500 euro al mese. Ma pensare ad un taglio del 10% (percentuale stabilita di prelievo) su tali somme sarebbe impensabile e sicuramente scatenerebbe non poche proteste.

Più plausibile pensare a toccare le pensioni sui 2mila euro netti al mese. Chi, per esempio, percepisce 2mila euro al mese, ne riceverebbe 1.532; chi ne percepisce 2.500, 1.831; chi ne percepisce 3.300, 2.282. Il contributo di solidarietà così come proposto oggi servirebbe per accumulare risorse necessarie da riutilizzare sempre nella previdenza, a favore di esodati, di coloro che ricevono pensioni decisamente minime e per garantire un’uscita anticipata e flessibile dal lavoro.

Eppure, durante il governo Letta, la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo andare a colpire coloro che hanno la ‘colpa’ di aver lavorator tanto da ricevere stipendi e pensioni più alte. Il sottosegretario Luigi Bobba ha spiegato che “La riforma del lavoro potrebbe prevedere un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, a sostegno dei lavoratori esodati. Dovremo fare un intervento legittimo (in modo che non venga bocciato dalla Corte costituzionale) ed equo: ovvero chi ha redditi da pensione particolarmente alti attraverso un contributo sostiene gli interventi a favore di coloro che non hanno né salario né pensione”.

Ma per Annamaria Furlan, segretario generale aggiunto Cisl, l’ipotesi del contributo di solidarietà non garantirebbe effettivamente le risorse di cui si necessita perchè “Le pensioni d’oro sono poche, la maggior parte dei pensionati prende un assegno da 800 euro bloccato da 16 anni e non ha neanche avuto il contributo di 80 euro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il