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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: novità, cosa cambierebbe rispetto Legge Fornero età, uscita anticipata, contributi

Riforma Fornero allunga l’età pensionabile e oggi si chiedono modifiche per flessibilità in uscita: meccanismi allo studio e quando potrebbero arrivare




La riforma pensioni Fornero ha allungato l’età pensionabile per tutti, portandola a 66 anni e 3 mesi, per uomini e donne, per quest’anno e il prossimo 2015, e a 66 anni e 7 mesi per il 2016, ed esteso tutti il sistema contributivo.

Nei mesi a seguire l’entrata in vigore di tali requisiti troppo rigidi per molti, soprattutto per le categorie di lavoratori precoci e usuranti, si sono susseguite proposte di un’uscita anticipata e più flessibile, ognuna però accompagnata da una serie di penalizzazioni, per rendere tale possibilità sostenibile per le casse dello Stato.

Anche se l’ostacolo economico è quello che crea difficoltà per l’attuazione concreta di interventi. Dopo mesi di discussione, il ministro Poletti, prima dell’estate, aveva rimandato tutto alla prossima Legge di Stabilità, ma in realtà le sue ultime dichiarazioni di qualche giorno fa hanno smentito questo tempo di lavoro e lui stesso ha precisato che nella Legge di Stabilità non ci sarà alcun intervento e che i sistemi di uscita flessibile finora proposti, così come il contributo di solidarietà, erano solo idee.

Le possibilità di permettere un’uscita anticipata finora paventate prevedono l’estensione del pensionamento con opzione contributivo, sia per uomini che per donne, accettando di calcolare la propria pensione con sistema contributivo e ricevendo dunque un assegno inferiore a quello che si riceverebbe con calcolo retributivo, decurtato di circa il 25-30%; al vaglio poi l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni modulate in base all’anno di uscita prima dal lavoro rispetto alla soglia dei 66 anni; l’ipotesi del prestito pensionistico, che permetterebbe di ritirarsi dal lavoro qualche anno prima rispetto ai 66 anni previsti oggi, ricevendo dall’Inps un anticipo sulla pensione finale che verrebbe poi restituito con piccole decurtazioni di qualche decina di euro sull’assegno finale; o anche di uscita a Quota 100, che permetterebbe di andare in pensione un anno prima, a 65 anni e con 35 anni di contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il