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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: novità anticipata, flessibile, età, contributi, assegni. Confronto sistema attuale

Sistemi di uscita anticipata e flessibile allo studio del governo e prelievo sulle pensioni più alte per nuove risorse da reimpiegare: la situazione




Andare in pensione in anticipo con prestito pensionistico, per lasciare qualche anno prima rispetto ai 66 anni, percependo dall’Inps un anticipo sulla pensione finale da restituire con piccole sottrazioni di qualche decina di euro sull’assegno finale; uscita anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni; uscita con Quota 100, che permetterebbe di andare in pensione un anno prima, a 65 anni e con 35 anni di contributi; ed estensione del sistema contributivo per tutti, sia donne che uomini, visto che fino a quest’anno tale possibilità valeva solo per le donne lavoratrici, se, però, si accetta di calcolare la propria pensione esclusivamente con metodo contributivo e ricevendo un assegno mensile decurtato del 25-30%;

Sono queste le ipotesi da tempo allo studio dell’esecutivo che, come annunciato da Renzi, ha intenzione di modificare una riforma pensioni Fornero che, però, sembra davvero difficile da toccare. Rigidi i suoi meccanismi di uscita a 66 anni e 3 mesi per mesi, suscettibili di aumento ogni due anni in baso al crescere dell’aspettativa di vita. La volontà c’è e le richieste di cambiamento piovono da forze politiche, sociali, sindacati, lavoratori stessi, all’unanimità ma vi è un grosso ostacolo da superare, quello delle risorse economiche necessarie ma non disponibili. E a confermarlo è stato, solo qualche giorno fa, il ministro dell’Economia Padoan, che ha parlato di possibili nuovi interventi, magari nella prossima Legge di Stabilità, ma solo se, attraverso tagli e risparmi, si riusciranno ad accumulare nuove risorse.

E spunta anche l’idea del prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, su quelle che cioè dovrebbero superare i 3mila euro al mese, o anche 3.500 euro, che verrebbero colpite da un taglio del 10%, garantendo nuovi soldi da riutilizzare, però, sempre per le pensioni, e permettere l’uscita anticipata di cui tanto si parla da tempo, nonché coperture per gli esodati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il