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Riforma Scuola: assunzioni, precari, stipendi, merito.Novità, misure ufficiali oggi mercoledì 3 Settembre Consiglio Ministri Renzi

Arriva in Consiglio dei Ministri mercoledì 3 settembre la riforma della Scuola: intenzioni governo e nuove misure. Cosa cambierà?




Arriva in Consiglio dei Ministri mercoledì 3 settembre la riforma della Scuola e sulle nuove misure proposte che puntano essenzialmente alla cancellazione del precariato e delle supplenze sono intervenuti diversi esponenti dell’esecutivo, a partire dal premier Renzi che ha dichiarato: “La proposta sulla scuola è sostanzialmente pronta”, spiegando che le misure sono state valutate e le risorse anche, e sull’eventuale polemica nata con il ministro dell’Istruzione Giannini ha precisato “Non sempre condivido quello che dice la Giannini o altri ma credo che sia un fatto di sanità mentale”.

Dal canto suo il ministro Giannini, intervenuto alla Festa dell’Unità, ha detto: “Io chiedo  a chi si occupa di scuola e ai genitori, se c’è una cosa più dannosa di quando tu arrivi ad inizio dell'anno e non sai se la classe avrà una insegnante e l’insegnante magari a metà anno cambia. Questo tipo di problemi avviene perché questi docenti non rientrano nell'organico di diritto. Noi non abbiamo abbastanza insegnanti, abbiamo un organico sottodimensionato”.

E auspica: “Se vogliamo migliorare la scuola, credo che dobbiamo partire da questa considerazione, dalla continuità didattica: sicurezza nel numero e nella funzione docente. Non si può programmare un progetto didattico senza insegnanti”. Secondo Davide Faraone, responsabile welfare del Pd, bisognerebbe “Garantire che tutto ciò che viene speso dalle famiglie, possa essere investito nel luogo dove si è nati”.

E sottolinea: “Tra le novità  che saranno comprese nella riforma della scuola c'è anche quella del sostegno, perché quando parliamo di opportunità per tutti dobbiamo riformare il del sostegno che tratta le patologie come se fossero tutte  uguali. Sostegno  non è una cortesia ma un diritto, non porta per accedere ad insegnamento. Anzi quella del sostegno è una delle gambe essenziali della riforma”.

Secondo Massimo Di Menna, leader della Uil Scuola, “una delle emergenze del nostro sistema scolastico che il governo deve affrontare è quella delle basse retribuzioni del personale, siamo agli ultimissimi posti nel sistema europeo. Va fatto uno sforzo al contrario per vedere come riconoscere meglio l’impegno professionale di chi, con tanta passione e fatica, fa funzionare la scuola”. E si dice d'accordo, invece, con l'intenzione di una nuova possibile valutazione degli insegnanti in base al lavoro didattico svolto.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il