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Quota 96: novità, ultime notizie e ultimissime oggi giovedì 4 Settembre. Cosa può accadere dopo il mancato intervento Renzi

Nuovi interventi a favore di soluzioni per il pensionamento dei Quota 96 della scuola ma quali i possibili interventi realmente applicabili?




AGGIORNAMENTO: Cosa può accadere e succedere ora dopo l'ennesima delusione di ieri, quando Matteo Renzi non ha indicato nessuna soluzione o, comunque, non ha fatto nessun cenno sul caso dei quota 96? Rimane la possibilità della Corte Europea a cui si è già appellato il Gruppo Quota 96 su Facebook che dovrebbe esprimere una propria sentenza e, forse, della Corte Costituzionale a cui ha fatto appello e richiesta la Cisl.
C'è, inoltre, chi pensa a qualche intervento in Legge di Stabilità, ma sembra complesso. Si attendono, comunque, le dichiarazioni della Ghizzoni, Boccia, Damiano, Marzana e degli altri politici che si sono impegnati per quota 96 per cercare di capire quali potrebbero essere i prossimi sviluppi anche all'interno del Parlamento.

AGGIORNAMENTO: Ennesima delusione per quota 96 scuola. Nessun intervento o dichiarazione di Matteo Renzi durante la presentazione sulla Riforma della Scuola avvenuta oggi mercoledì 3 Settembre.

L’on Marzana del Movimento 5 Stelle sul gruppo Quota 96 di Facebook conferma il suo impegno e scrive ‘Salve Valerio, avevo avvisato alcuni tra gli organizzatori che non sarei potuta essere presente. Come saprà il mio impegno e del MoVimento 5 stelle a favore della soluzione della questione è stato costante e soprattutto coerente. Maggioranza e governo sono invece sordi alle vere esigenze di cittadini e società. Continuiamo a lottare insieme’.

Nonostante queste dichiarazioni, e le parole di qualche giorno fa del ministro dell’Istruzione che non aveva annunciato provvedimenti nella riforma della Scuola, il governo, in realtà, sembra fare un passo indietro e la stessa Giannini, in occasione della Festa dell’Unità dice ai Quota 96 della scuola “Abbiate fiducia”. Parole di nuova speranza che se dovesse essere di nuovo disillusa provocherebbe non poche proteste. Si trascina ormai da troppo tempo la situazione di difficoltà e disagio dei pensionandi della scuola che attendono di andare in congedo da quasi tre anni, ed è arrivato il momento di chiudere questa partita.

Per la Giannini, “La scuola deve tornare ad essere ascensore sociale. L’organico è sottodimensionato: dobbiamo partire da questa considerazione e pensare poi a stipendi adeguati che prevedano premialità ma anche penalizzazioni”. E la giornata di domani, mercoledì 3 settembre, quando si tornerà a discutere in Cdm di riforma della scuola, potrebbe essere una giornata importante per i 4000 dipendenti della scuola bloccati quasi tre anni in più rispetto ai requisiti di pensionamento già maturati.

Si tratta di lavoratori ATA e di insegnanti che hanno raggiunto i 36 anni di contributi e 60 anni di età, o 35 anni di contributi e 61 anni di età, che avrebbero potuto essere già in pensione ma che dal 2011, a causa delle nuove norme della Riforma Fornero, sono ancora al lavoro, nell’attesa che il governo sblocchi questa situazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il