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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 96 nulla di fatto. Indicazione negativa per tutti. Più difficili cambiamenti

Il premier Renzi annuncia nuovi mille giorni di lavoro per rimettere in piedi l’Italia, tra modifiche lavoro, novità pensioni e possibili soluzioni Quota 96 della scuola




AGGIORNAMENTO: L'ennesimo no ai quota 96 (questa volta Matteo Renzi non ha neppure affrontato il discorso ieri durante la presentazione dalla Riforma della Scuola) è un chiaro segnale negativo per tutti non solo per gli insegnanti, i docenti e il personale Ata. Le riforme tanto promesse sembrano davvero difficili da realizzare anche nelle Legge di Stabilità come l'uscita anticipata e flessibile.
Tutte le indicazioni e i commenti su questa difficile riforma delle pensioni dopo il blocco ancora dei quota 96 lo abbiamo visto in questo articolo al seguente link diretto

“Sulla scuola il programma già è pronto, è un report già preparato da qualche giorno, ma vogliamo riuscire a dare una visone un po' più completa di quanto fatto”: così Matteo Renzi sulla scuola, alla presentazione del sito passodopopasso.italia.it e del piano di lavoro per nuovi mille giorni per rimettere in piedi il Paese. Il premier ha quindi confermato per domani, mercoledì 3 settembre, la presentazione delle linee guida sulla riforma della scuola.

Renzi precisa: “L'Italia farà le riforme mantenendo il limite del 3% e utilizzando la flessibilità che l'Ue ci consente di utilizzare. L'Italia fa le riforme che servono all'Italia, non perché ce lo chiede l'Ue, sono riforme importanti, non serviranno a salvare il Paese, il Paese lo salvano le persone, non le riforme, ma queste potranno dare nuova fiducia a imprese e famiglie. Alla fine dei Mille giorni il diritto del lavoro sarà totalmente trasformato e l'Italia sarà un Paese semplice, in cui investire o non investire. Con la delega sul lavoro riscriviamo lo statuto dei lavoratori, cambiamo gli ammortizzatori sociali, il che vuol dire guardare la luna anziché il dito. Il contratto a tutele crescenti è uno strumento su cui credo ci possa essere un'ampia maggioranza in ambito parlamentare”.

Nessun accenno alle pensioni ma una rivendicazione sul bonus di 80 euro che, come annunciato dal premier, “cercheremo di allargare il bonus, senza però creare false aspettative”. Il riferimento è alla possibilità di estendere il bonus anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi. Ma qualcosa potrebbe anche cambiare in base a quanto si deciderà, sempre domani, sui Quota 96 della scuola.

Nonostante le disilluse speranze di molti, domani, con l’arrivo in Cdm della riforma della scuola, potrebbe essere una giornata per i lavoratori della scuola che aspettano di sapere quale sarà il loro destino pensionistico. E se la soluzione per loro dovesse davvero arrivare, qualcosa potrebbe cambiare per le pensioni di tutti, considerando che l’intervento per i Quota 96 rappresenterebbe la prima reale correzione alla riforma pensioni Fornero, quindi un primo passo concreto verso modifiche applicabili ad una legge che si è rivelata piena da errori da rivedere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il