BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: confronto dal vivo Poletti-Damiano su per chi e come uscita anticipata

Dibattito su novità pensioni tra il ministro del Lavoro Poletti e Cesare Poletti alla ricerca di intese su modifiche alla riforma pensioni attuale: la situazione




Continua il dibattito pensioni, si continua a discutere su possibili soluzioni per un’uscita anticipata dal lavoro e per rivedere la riforma pensioni Fornero che necessita di essere corretta in alcune sue parti. E tornano a discutere della questione il ministro del Lavoro Poletti e il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che da sempre ribadisce la necessità di intervenire su una legge ‘sbagliata’ e che ha creato non poche discriminazioni e disagi.

Poletti ha detto: “Stiamo valutando un intervento ponte per quei lavoratori over 50 che perdono il lavoro e nonostante i due anni di mobilità o di Aspi non arrivano a maturare i requisiti per la pensione. Ma lo faremo con uno strumento flessibile che sia compatibile con i conti perché non possiamo dimenticare il peso del debito pubblico”. Il ministro Poletti ha poi parlato anche della possibilità di un intervento sulle pensioni più alte, cioè sulle cosiddette pensioni d’oro, dalle quali si potrebbero ricavare nuove risorse per esodati o per permettere l’uscita anticipata.

Ma ha anche detto: “La riforma Fornero ha tanti difetti, ma non si può fare i fenomeni e pensare di poter tornare indietro, altrimenti il sistema rischia di saltare” e ha anticipato l'ipotesi di una penalizzazione “Ad esempio chi prenderebbe 1000 euro al mese potrebbe prenderne 950 andando in pensione in anticipo”.

Ha risposto alle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Damiano, che ha spiegato: “Le imprese non assumono, come ci ha ricordato giustamente Marchionne. Noi ribadiamo che una delle cause della disoccupazione dei giovani è la mancanza di turn over. Finché i padri saranno costretti a lavorare fino a 67 anni, i figli e i nipoti resteranno fuori dai cancelli delle fabbriche. Per questo dobbiamo correggere la riforma delle pensioni Fornero e introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale che consenta, per chi ha almeno 35 anni di contributi, di andare in pensione a partire dai 62 anni di età”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il