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Amnistia e indulto: nuove dichiarazioni e interventi di Ferri, Coisp, Crisileo e Ministro Orlando

Emergenza carceraria e misure di clemenza: posizioni di politici e non. C’è chi continua a sostenere la necessità di indulto e amnistia e chi ne è contrario




Si attende la presentazione del testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, mentre in Italia, fra forze politiche e sociali, continua a tenere banco il dibattito tra coloro che ne sono favorevoli e coloro che ritengono le misure di clemenza dannose e per niente risolutive di un problema, come quello del sovraffollamento carcerario, che in realtà per essere risolto avrebbe bisogno di ben altre soluzioni. E, mentre il ministro Orlando stesso non  tocca mai l’argomento, tralasciando in diverse occasioni ed anche nell’ultima in cui ha spiegato linee guida e obiettivi del governo con la nuova riforma della Giustizia, Franco Maccari, segretario generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, sulle misure compensative ai detenuti già approvate ha detto: “Le solite assurde pezze”.

E ha spiegato: “Aprire penitenziari inutilizzati e costruirne di nuovi. Con i milioni di euro che ci vorranno per indennizzare i detenuti a titolo di rimedio compensativo ci si sarebbero potuti costruire penitenziari in ogni angolo della Penisola. Ma ecco che al Governo ci hanno pensato bene e hanno trovato subito la soluzione: non soldi e solo soldi, diamo anche una bella sforbiciata alle pene da scontare, così chi si lamenterà più? ”.

Secondo Maccari, “Più che dei provvedimenti per fronteggiare il sovraffollamento delle carceri sembrano tanto misure premiali per chi delinque. È pura follia”. Secondo  il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, che ha parlato di prescrizione, “Oggi la prescrizione c’è e dobbiamo interrogarci perché alcuni procedimenti vengono accantonati oppure vengono dichiarate 130 mila prescrizioni, che sono tantissime, tanto che alcuni la chiamano amnistia mascherata, e altri processi invece sono spediti. Credo nell’obbligatorietà dell’azione penale e credo sia importante questo principio, quindi occorre uniformare i processi”.

L’avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Gaetano Crisileo, sul problema dell’emergenza carceraria e sull’efficacia delle misura di clemenza, ha precisato: “Il provvedimento di indulto di otto anni fa non ha prodotto un effetto deflattivo sull’immane numero di procedimenti penali pendenti presso i vari Tribunali. Forse solo un provvedimento di amnistia potrebbe sgravare, almeno in parte, questo problema. Ma, oggi, pare che parlare di amnistia, equivale a parlare di peste. L’emergenza carceraria è cosa seria e drammatica".

E per Crisileo, "Non basta aver dato 8 euro al giorno a quei detenuti che hanno subito questa situazione di difficoltà carceraria. Non dobbiamo mai dimenticare che la pena, nel nostro paese, ha anche e soprattutto una funzione rieducativa. Ed allora cosa suggerire per una risoluzione del problema? Un’amnistia ed un nuovo condono, come l’ultimo, quello del 2006, almeno per i reati non troppo gravi, potrebbero, di certo, aiutare allo svuotamento carcerario e aiuterebbe i giudici ad alleviare il loro carico giudiziario”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il