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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, novità dal confronto su proposte e cambiamenti avvenuto tra Damiano-Poletti

Nuovo confronto tra Poletti e Damiano su questione pensioni, modifiche riforma Fornero e meccanismi di uscita anticipata




Riforma pensioni, sistemi di uscita anticipata e nuovo confronto tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, sulla questione previdenziale e sulla necessità di intervenire sulla legge Fornero con modifiche che possano ristabilire una sorta di equilibrio nel mondo delle pensioni. Nonostante il capitolo sia di peso rilevante, ad eccezione delle misure di prepensionamento per gli statali della riforma della P.A. e ipotesi di lavoro su meccanismi di uscita flessibile, nulla è stato fatto di concreto finora ed anche il premier Renzi, durante la presentazione della nuova Agenda di mille giorni del governo, non vi ha fatto riferimento.

L'ostacolo insormontabile, al momento, è quello economico che mette quasi con le spalle al muro l'esecutivo e lascia pochi margini di intervento. Ma Damiano, da sempre dalla parte di una maggiore flessibilità, torna a ribadire che “una delle cause della disoccupazione dei giovani è la mancanza di turnover. Finchè i padri dovranno lavorare sino a 67 anni, i figli resteranno fuori dai cancelli delle fabbriche. Dobbiamo correggere la riforma Fornero ed introdurre un criterio di flessibilità che consenta, per chi ha almeno 35 anni di contributi, di andare in pensione a partire dai 62 anni di età”.

Damiano, in particolare, si focalizza su cambiamenti per riforma della pensione anticipata e soglie dell’età pensionabile. E spiega: “Il limite di 67 anni è improponibile per chi ha iniziato a lavorare a 15 anni, stesso discorso per una pensione anticipata che costringe il lavoratore a penalizzazioni pecuniarie troppo salate per chi ha visto gran parte della propria infanzia volare via a causa di attività lavorative prolungate e spesso usuranti”.

Ciò che serve è un sistema di uscita che sia più flessibile e a tal proposito il ministro Poletti ha assicurato: “Stiamo valutando un intervento ponte per quei lavoratori over 50 che perdono il lavoro e che non arrivano a maturare i requisiti per la pensione. Si tratterà comunque di uno strumento flessibile che sia compatibile con i conti perché non possiamo dimenticare il peso del debito pubblico”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il