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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 96. Segnale negativo per tutti non solo docenti il no nella Riforma Scuola

Nessun accenno da Renzi a soluzioni per pensioni Quota 96 in presentazione linee guida della Riforma della Scuola: quali i nuovi tempi di lavoro e cosa aspettarsi in Legge di Stabilità di ottobre?




Come previsto nei giorni scorsi, nessun accenno alla questione dei pensionandi di Quota 96 in occasione della discussione sulla riforma della Scuola oggi, mercoledì 3 settembre, in Consiglio dei Ministri. Nulla, nonostante il presidente della Commissione Lavoro Boccia, l’on. Ghizzoni, il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, il ministro Giannini si siano particolarmente impegnati in questi ultimi mesi, promettendo soluzioni, e invitando ad avere fiducia.

Anche il ministro della Pubblica Amministrazione Madia ha diverse volte ribadito la sua promessa di soluzione del caso degli insegnanti in bilico per la pensione e con lei il premier Renzi. Le speranze (e qualche annuncio) avevano portato a credere che qualcosa potesse davvero arrivare con l’arrivo della riforma della Scuola in CdM, ma così non è stato e questo silenzio non rappresenta certo un buon segnale anche per quanti attendono prossimi interventi sulle pensioni in generale.

Risolvere il caso dei Quota 96 una volta per tutti avrebbe significato correggere, in maniera concreta e reale, una parte della riforma pensioni Fornero, decisamente errata, e questa prima correzione avrebbe potuto aprire la strada a prossimi cambiamenti, annunciati nella Legge di Stabilità di ottobre, ma che, vista la situazione, difficilmente arriveranno. Del resto, se la partita sui Quota 96 è ancora aperta per mancanza di quelle risorse finanziarie necessarie per mandare finalmente in pensione i lavoratori della scuola, docenti e personale Ata, difficle sarà recuperane di ‘importanti’ per introdurre le possibilità di uscita anticipata e maggiore flessibilità.

E, dunque, sembrano ormai tramontare le speranze di quanti aspettavano, anche per metà dell’anno, di raggiungere finalmente la loro pensione: tutti di nuovo in cattedra e per un nuovo anno scolastico, nell’attesa di capire come si evolverà la situazione economica di Italia e quali, di conseguenza, potrebbero essere i nuovi interventi magari il prossimo anno. Altrimenti si rischia di far diventare questa situazione di pensionamenti sempre più beffarda e paradossale.
 
Confermata, invece, con le linee guida della riforma della Scuola, l'intenzione del governo di eliminare il precariato con l'immissione in ruolo, dal prossimo settembre 2015, di tutti i precari storici, i vincitori e gli idonei dell'ultimo concorso. Si tratta di circa 150mila insegnanti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il