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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: novità contributo solidarietà ma anticipata in bilico dopo blocco statali stipendi

Ritorna l'ipotesi di taglio degli assegni delle pensioni e prelievo contributivo dopo il blocco degli stipendi e dei contratti degli statali




E' stata una notizia non certamente a sorpresa, ma che, dopo tutte le smentite, anche importanti e autorevoli, arriva un pò a sorpresa: il Ministro Madia ha annunciato il blocco delgi stipendi degli statali e dei dipendenti pubblici, nonchè il congelamento dei contratti della pubblica amministrazione, per tutto il 2015, con una proroga di un anno.

Una novità che non arriva inaspettata visto che in estate (ma ancora prima nel DEF di primavera) si era parlato di mantenimento e di un taglio dei costi pubblici attuali e di un blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici per il biennio 2015-2017. Ma, secondo le ultime notizie trapelate dal Ministro della Pubblica Amministrazione, ma anche quello dell'Economia, tale ipotesi da prendersi nell'ambito della Spending Review della Legge di Stabilità, era stata scartata preferendo altri tagli.
E anche importanti e autorevoli esponenti del Governo e della Maggioranza l'avevano smentita. Ecco, ora, invece, arrivare la conferma, spiegata dallo stesso Ministro Madia, come un provvedimento necessario per il perdurante stato di crisi e per permettere la conferma degli 80 euro di bonus per tutti, dipendenti statali (che ne abbiamo i requisiti) compresi.

A questo punto, però, è lecito, perlomeno, dubitare delle parole e delle dichiarazioni del Governo Renzi, anche in relazione al contributo di solidarietà sulle pensioni che da più parti, sollevato come ipotesi possibile nelle Legge di Stabilità, per permettere anche la stessa riforma pensioni in una ottica di uscita anticipata e flessibile e di aumento dell'assegno, era finora smentito anche dagli stessi che lo avevano indicato come ipotesi allo studio come il Ministro Poletti e il sottosegretario all'economia Baretta.

Contributo e prelievo di solidarietà e taglio alle pensioni più alte che è stato smentito anche dallo stesso Renzi. Ma nons sarò un caso che, appena annunciata la decisione di blocco dei salari dei dipendenti pubblici, si siano subito mossi i sindacati, parlando, nelle loro reazioni anche di pensioni e di possibili tagli.
Non ci si azzardi a toccare le pensioni o sarà mobilitazione,è stato il leit motiv di queste ore.

Dunque, la possibilità di un intervento simile che potrebbe toccare anche gli assegni e le pensioni sopra i 3000 euro non sembra così, poi, tanto remota. E potrebbe anche non essere così negativa se venissero colpite le pensioni più alte e maturate soprattutto con il contributivo, in una logica, redistributiva e di solidarietà tra i pensionati e i pensionandi stessi.

Ma prima, il Governo dovrebbe dimostrare di effettuare tagli importanti agli sprechi dello Stato, la cosidetta Spending review finora tanto sbandierata, ma mai applicata davvero.
Venti miliardi di tagli agli sprechi ha affermato anche oggi Matteo Renzi, ma come, quando e dove non si è ancora capito.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il