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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità contributo solidarietà più reale dopo blocco stipendi statali

Annunciato nuovo blocco stipendi 2015 per i dipendenti pubblici e si torna a parlare di prelievo e tagli sulle pensioni: sindacati pronti a mobilitazioni




Il ministro della Pubblica Amministrazione Madia ha annunciato ieri un nuovo stop nel 2015 per scatti stipendiali e nuovi contratti per i dipendenti pubblici, spiegando che mancano le risorse, confermando “In questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti" gli oltre 3,3 milioni di dipendenti pubblici non ci sono”, ma assicurando anche che verranno mantenuti gli 80 euro di bonus in busta paga. Le novità e ultime notizie rese note ieri dopo il Cdm non arrivano certo inaspettate: si era già paventata l’ipotesi di un possibile blocco di aumenti stipendi e contratti per i lavoratori pubblici già prima dell’estate.

Ma la discussione della P.A. e dei problemi economici venuti fuori potrebbe allargarsi a comprendere anche la questione pensioni. Se, infatti, è talmente evidente che il lavoro del governo, in qualsiasi settore, è bloccato a causa delle mancanza di coperture finanziarie che servirebbero, ecco che potrebbe profilarsi possibile, e non improbabile come da alcuni sostenuto, l’introduzione del contributo di solidarietà per le cosiddette pensioni d’oro.

La novità che dovrebbe servire a ‘finanziare’ la riforma pensioni Renzi, dovrebbe essere contenuta nella prossima Legge di Stabilità di ottobre, per permettere appunto di impiegare le eventuali risorse che si accumulerebbero a sostegno di sistemi di uscita anticipata e flessibile dal lavoro. Il prelievo sulle pensioni più alte, la cui soglia potrebbe essere fissata da 3mila euro in su, ed eventuali tagli erano in realtà stati smentiti dallo stesso premier Renzi, ma considerando l’evolversi della situazione, non appare improbabile che possano essere messi in atto.

Ma i sindacati si stanno già muovendo, pronti a mobilitazioni e manifestazioni di protesta. Qualcuno ‘minaccia’: ‘Non ci si azzardi a toccare le pensioni o sarà mobilitazione’. Si attendono, intanto, i numeri risultato di una spending review di cui si parla da tempo ma di cui non si hanno ancora risparmi certi e quantificati. Si parla di venti miliardi di tagli agli sprechi, come ribadito anche ieri da Renzi, ma di cui non si ha ancora notizia e soprattutto non si capisce da dove debbano derivare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il