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Blocco stipendi statali, polizia, militari, carabinieri, vigili del fuoco e quota 96: Madia, Renzi, Giannini e le mancate promesse

Stipendi bloccati anche nel 2015, il ministro Madia: “Mancano le risorse necessarie”. Sindacati già sul piede di guerra




Stipendi bloccati anche nel 2015 per 3milioni di dipendenti statali. Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha chiaramente fatto sapere che mancano le risorse, ma i sindacati sono già sul piede di guerra pronti ad annunciare proteste e manifestazioni. La Cgil già pronta allo sciopero. La Madia ha precisato: “In questo momento le risorse per sbloccare lo stipendio a tutti non ci sono perché l'Italia vive ancora una situazione di difficoltà economica. In questa situazione di crisi l'alleanza che facciamo è prima di tutto con chi ha più bisogno attraverso il bonus di 80 euro”.

Dopo il blocco degli aumenti degli stipendi già stabilito nel 2010, secondo il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, “Un nuovo blocco della contrattazione nel pubblico impiego vorrebbe dire che i contratti nazionali non esistono più”; mentre per Dettori, segretario generale Fp-Cgil, “Se il Governo Renzi pensa di umiliare ulteriormente i dipendenti pubblici allora la nostra risposta non potrà essere che la mobilitazione. E’ intollerabile la prosecuzione del blocco della contrattazione. E senza un passo indietro del governo torneremo nelle piazze”.

Per il segretario generale della Cisl-Fp, Giovanni Faverin, si tratta dell'ennesima “Prova bluff che sta dietro ad un esecutivo che non sa fare neanche il minimo sindacale. Segno evidente che non basta essere giovani, se poi non si dimostra di essere anche competenti. Siamo profondamente preoccupati e delusi dall'incapacità di questo governo”.

Insieme al nuovo blocco per gli stipendi degli statali, deluse anche le aspettative di quanti speravano che quella di ieri potesse essere una giornata importante anche per il pensionamento dei Quota 96 della scuola. Nessun riferimento è stato fatto alla questione, disattendendo le aspettative di molti e facendo cadere quelle che erano state le parole di ottimismo del premier Renzi e del ministro dell’Istruzione Giannini che invitavano ad avere fiducia. In realtà, ancora una volta la situazione non è stata risolta e non sono stati nemmeno definiti i nuovi tempi che potrebbero prevedere nuovi interventi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il