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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità e modifiche in dibattito Morando-Boldrin dopo confronto Poletti e Damiano

Continua a suscitare dibattiti e opinioni contrastanti la questione pensioni: tante le soluzioni al vaglio ma mancano risorse finanziarie. Come attuare cambiamenti reali?




Tra nuove proposte, indennità di disoccupazione, possibile introduzione del contributo di solidarietà per accumulare risorse, nonché la possibilità di proroga della cosiddetta opzione contributiva per le donne da estendere anche agli uomini e fino al 2018, sistema che porterebbe notevoli risparmi ancora per un bel po’, continua sempre più acceso che mai il dibattito fra le forze politiche sulla questione pensioni e sulle eventuali strade da seguire per arrivare a interventi reali sull’attuale riforma pensioni, modificandola all’insegna della flessibilità e garantendo l’uscita anticipata. Ma mancano le risorse finanziarie.

Nonostante il ministro del Lavoro Poletti abbia ribadito come in realtà non vi sia alcun intervento allo studio del governo, e da inserire nella prossima Legge di Stabilità, ha avanzato una nuova proposta di sussidio di disoccupazione per tutti coloro che, in età avanzata, perdono il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisiti per accedere alla pensione. Si tratta di uno strumento definito dallo stesso Poletti necessario e che, nel funzionamento, dovrebbe probabilmente ricalcare quello del prestito pensionistico.

Il presidente della Commissione Lavoro Damiano torna a ribadire che “una delle cause della disoccupazione dei giovani è la mancanza di turnover. Finchè i padri dovranno lavorare sino a 67 anni, i figli resteranno fuori dai cancelli delle fabbriche. Dobbiamo correggere la riforma Fornero ed introdurre un criterio di flessibilità che consenta, per chi ha almeno 35 anni di contributi, di andare in pensione a partire dai 62 anni di età”. E spiega che servirebbe un sistema di uscita che sia più flessibile.

Intanto, il viceministro dell’Economia Enrico Morando assicura che “Il governo proseguirà nell’impegno a ridurre la pressione fiscale sul lavoro e ad alleggerire il carico fiscale sulle famiglie italiane. I provvedimenti del taglio del 10% dell’Irap e gli 80 euro in più in busta paga vanno già in questa direzione. In giro per il mondo l’Italia è ancora l’Italia e quindi occorre solo mettersi un poò in riga e ripartire”, mentre per l’economista Boldrin “Per ripartire bisogna intervenire in modo deciso sulle pensioni per dare una prospettiva alle giovani generazioni. Bisogna tagliare le pensioni per 40-50 miliardi e passare al sistema contributivo subito per tutti. È poi necessario rivedere le pensioni d’invalidità affinché siano rilasciate solo dopo un’attenta visita da parte di medici militari perché ora almeno un terzo dei beneficiari sono dei finti invalidi”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il