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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità questa settimana. Lavori in Parlamento, proposte e interventi continuano

Riparte la discussione riforma P.A. con prepensionamento statali ma nessuna novità reale per pensione anticipata e dibattito ancora aperto: la situazione




E’ ripartita la discussione in Parlamento sulla riforma della Pubblica Amministrazione e con essa le eventuali novità su riforma pensioni e prepensionamento per gli statali. Tra le possibilità al vaglio l’uscita anticipata dal lavoro con il parti time, sistema che permetterebbe al lavoratore di passare da un contatto full time ad un contratto part time, ricevendo uno stipendi ridotto del 50% ma continuando a percepire i contributi pagati regolarmente. 

Si tratta di un meccanismo che andrebbe a favorire il turn over negli uffici pubblici, realizzando quella staffetta generazionale che prevede un ricambio a lavoro tra lavoratori più anziani e nuovi giovani. La sperimentazione di questo modello di lavoro ha preso, intanto, il via a livello regionale, partendo dal Lazio,  dove, grazie ad uno stanziamento di tre milioni di euro, è stato proposto un nuovo bando per le imprese con sede nella regione.

“Si tratta di un’iniziativa che ci permetterà di creare nuove possibilità di accesso al mondo del lavoro per i nostri giovani. Un bando da 3 milioni di euro per favorire l’attivazione di un processo di ricambio generazionale che avrà effetti positivi sia sull’offerta che sulla domanda nel mercato del lavoro”, ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha precisato come questa novità punti a inserire i giovani di età fino a 29 anni nel mondo del lavoro attraverso contratti di apprendistato o a tempo indeterminato, trasformando, su base volontaria, in part-time il contratto di coloro cui mancano 5 anni al raggiungimento della pensione normale.

Dal primo incontro sulla riforma della P.A. è arrivato però un grande segnale negativo: quello del nuovo blocco, per il 2015, di stipendi e contratti per gli statali, per mancanza di risorse, come spiegato dal ministro Madia, una mancanza che però apre altri scenari importanti e negativi. Perché, se mancano le risorse per permettere miglioramenti delle condizioni di lavoro per i dipendenti pubblici, mancano anche per mettere in atto quegli interventi sulla riforma pensioni tanto auspicati.

Saltano, infatti, anche eventuali soluzioni per il pensionamento dei Quota 96 della scuola, il che significa che potrebbero saltare anche tutti gli altri cambiamenti pensati sulle pensioni in generale, e si rischia che vengano ‘tradite’ anche altre conferme arrivate negli scorsi giorni da forze politiche e premier stesso, a partire dal contributo di solidarietà. Considerandone l’illegittimità già dichiarata del prelievo, con diversi esponenti politici e non sul piede di guerra, l’ipotesi si introdurre un prelievo sulle pensioni più alte è stato smentito ma, proprio a causa della dichiarata mancanza di risorse, questo intervento potrebbe essere l’unico che permetterebbe di accumulare nuovi soldi da reimpiegare comunque sempre nella previdenza, per esodati o per garantire l’uscita anticipata.

Tra gli altri interventi previsti la possibilità dell’aumento di 80 euro anche per coloro che percepiscono pensioni minime, inferiori probabilmente ai mille euro; revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità e interventi sulle baby pensioni; nonché estensione di una no tax area per coloro che percepiscono fra i 7.500 e gli 8mila euro. Per risparmiare nuove risorse si pensa anche a mantenere, ed estendere anche agli uomini, l’opzione contributivo. Ma la riforma pensioni Renzi punta a replicare, anche se con grosse difficoltà, il modello tedesco.

La nuova legge pensionistica approvata in Germania prevede la possibilità andare in pensione a 63 anni con 45 di contributi; miglioramenti dei trattamenti pensionistici per le mamme in maternità prima del 1992 e per gli inabili al lavoro. Intanto il ministro Poletti rilancia: “Cercheremo di mettere nella Legge di Stabilità uno strumento per le persone avanti nell'età del lavoro, che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione. Dobbiamo trovare il modo per far sì che chi perde il lavoro e non può ritrovarlo abbia almeno un reddito minimo per poter arrivare alla pensione. Dobbiamo quindi aiutare chi si ritrova senza lavoro e senza pensione”.

E' in arrivo, nel frattempo, il cosiddetto bustone Inps per i pensionati, plico che contiene tutti i documenti per la richiesta delle dichiarazioni relative alla situazione reddituale e delle dichiarazioni di responsabilità su requisiti per il diritto alla pensione. Il plico contiene, nel dettaglio,  la lettera di presentazione, diversa a seconda se si è residenti in Italia o all’estero, con una breve informativa sui servizi online a disposizione del cittadino;  il modello 503 AUT; il modello RED italiano o modello RED estero; i modelli di dichiarazione per i titolari di prestazioni assistenziali; la richiesta di integrazione delle informazioni relative alla campagna RED 2012 (anno reddito 2011); e il modello per indennità di frequenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il