BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità e modifiche davvero realizzabili ancora nonostante crisi e difficoltà

Mancano le risorse finanziarie e sembra difficile agire sulla riforma pensioni ma qualcosa potrebbe muoversi: le possibili novità




Nei mesi se ne è parlato e con speranza: rivedere la riforma pensioni Fornero, riconsiderarla alla luce della flessibilità e cercando di assicurare un’uscita anticipata a chiunque non riuscisse a raggiungere gli attuali requisiti pensionistici è tra gli obiettivi, da sempre, del governo Renzi, ma riuscire a mettere in pratica questo progetto sta diventando sempre più ambizioso e difficile. Il grande problema sono i soldi: la situazione di forte crisi economica della nostra Italia è l’ostacolo più grande al lavoro dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

Le idee ci sono e le soluzioni sui grandi casi, da esodati a Quota 96 anche, ma mancano le risorse, stesso problema che ha portato il ministro della Pubblica Amministrazione Madia ad annunciare un nuovo blocco degli stipendi e dei contratti per gli statali. Una vera doccia fredda. Ma forse per le pensioni qualcosa ancora si può fare e l’annuncio arriva, di nuovo, dal ministro del Lavoro Poletti.

Pur ribadendo che “In questo momento non c'è nessun progetto che riguardi le pensioni da nessun punto di vista”, Poletti ha spiegati che “Dobbiamo trovare il modo per far sì che chi perde il lavoro e non può ritrovarlo abbia almeno un reddito minimo per poter arrivare alla pensione. Dobbiamo quindi aiutare chi si ritrova senza lavoro e senza pensione. Cercheremo di mettere dentro alla legge di stabilità uno strumento per le persone avanti nell'età del lavoro, che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione”. 

L’idea è quella di un’indennità di disoccupazione di circa 750 euro al mese che verrebbe erogata al lavoratore fino a quando non vengono maturati i requisiti pensionistici e funzionerebbe sulla scia del meccanismo del prestito pensionistico. Possibile, però, anche un aumento degli 80 euro per le pensioni di coloro che percepiscono assegni minimi, nonché la possibilità di estendere la possibilità di uscita anticipata con sistema contributivo per tutti, anche agli uomini, e fino al 2018. Attraverso il calcolo della pensione con metodo contributivo infatti, si riceverebbe un assegno meno consistente rispetto a quello calcolato con il retributivo e i risparmi sulle pensioni finirebbero per poter essere reimpiegati per novità nella previdenza stessa.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il