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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma ricalcolo assegno contributivo, tagli e tasse più probabile. Come e per chi.Calcolo

Contributo di solidarietà, uscita anticipata con penalizzazioni e possibile ricalcolo della pensione con sistema contributivo: le migliori ipotesi di modifica pensioni




Le misure del decreto Sblocca Italia e le risorse economiche che vi sono state impiegate, ben inferiori alla cifra dei 42 miliardi annunciati, e il nuovo blocco, anche per il 205, di stipendi e contratti per i dipendenti pubblici, come annunciato dal ministro Madia, per mancanza di risorse, mettono ben in evidenza la situazione di crisi economica in cui si ritrova egli ultimi provvedimenti altro non sono che la conferma di una mancanza di soldi.

Si tratta di una mancanza che ostacola la riforma pensioni Renzi che, pur piena di soluzioni e idee, difficilmente potrà realizzare quei meccanismi di uscita anticipata di si è tanto discusso in questi ultimi mesi. Tra l’altro, la situazione attuale spiega anche perché sin dal governo Letta, pur con diverse soluzioni al vaglio, non si sia ancora toccata la riforma pensioni Fornero che, pur piena di errori, è l’unica, per il momento, capace di assicurare entro il 2021 ben 80 miliardi di risparmi, una cifra decisamente considerevole a cui non si può certo rinunciare.

Modificare le pensioni dovrebbe dunque significare pensare a novità per cambiare l’attuale legge ma senza intaccare i benefici che produrrebbe. E soprattutto a costo zero. Per andare in pensione oggi si seguono dunque i requisiti Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti portandola a 66 anni e 3 mesi fino al 2015 e da adeguare poi ogni due anni all’aspettative di vita, ed esteso a tutti il sistema contributivo per il calcolo della propria pensione.

A queste norme dovrebbero essere applicate le ultime proposte del governo per permettere l’uscita anticipata a chi non riesce a raggiungere i requisiti Fornero o a chi in prossimità della pensione perde il lavoro. Si tratta di contributo di solidarietà, che secondo quanto inizialmente proposto dovrebbe toccare le pensioni superiori ai 3mila euro, ma c’è chi paventa anche l’ipotesi dei 2mila. Si tratta di una proposta già avanzata dal consigliere economico Gutgeld, che aveva lanciato l’idea di un taglio del 10% e a un blocco dell'indicizzazione per gli assegni oltre i 3.500 euro lordi calcolati secondo il metodo retributivo.

Così facendo, chi per esempio percepisce una pensione mensile di 3.300 euro, con l’applicazione del prelievo ne prenderebbe 2.282; chi ne prende 3.800 ne prenderebbe invece 2.563; chi ne prende 4mila ne prenderebbe 2.676; chi ne prende 4.500 ne prenderebbe 2.958; e chi 5mila, 3.241. Tra le altre ipotesi, uscite anticipate con penalizzazioni e ricalcolo delle pensioni oggi calcolate con sistema retributivo o misto interamente con metodo contributivo. 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il