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Pensioni ultime notizie Governo Renzi riforma: novità reali per chi, come e quando. Ancora tante indiscrezioni negative e positive

Difficile al momento pensare ad eventuali interventi sulle pensioni dopo nuovo blocco stipendi e silenzio su Quota 96: la situazione




Nessun aumento degli stipendi per gli statali anche per il 2015: non ci sono le risorse. L'annuncio è arrivato dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che ha spiegato: “In questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono ha continuato il ministro spiegando che prima di tutto il governo guarda a chi ha più bisogno, quindi confermiamo gli 80 euro, che vanno anche ai lavoratori pubblici”. Si tratta di un annuncio che ha scatenato le immediate repliche e proteste da parte dei sindacati ma che, soprattutto, rappresenta un segnale negativo per quanto riguarda l’eventuale azione del governo per una riforma pensioni. 

Il blocco degli stipendi, che era stato smentito mesi fa, rappresenta una sorta di tradimento di una promessa fatta dal governo che, insieme ad essa, ne ha fatte tante altre sulle pensioni cercando di assicurare flessibilità e possibilità di uscita anticipata dal lavoro. Ma il non aver mantenuto la promessa di aumenti degli stipendi per gli statali, per mancanza di risorse, non promette nulla di buono neanche per interventi sulle attuali pensioni.

E il silenzio sulla questione dei Quota 96 non è altro che ulteriore conferma della difficoltà che l’esecutivo sta incontrando nel mettere in pratica le sue idee di lavoro. A frenare su ogni progetto concreto sono i soldi, la loro mancanza e la necessità di destinare le risorse prima a interventi che siano più urgenti. Bisogna capire quanti risparmi potranno derivare effettivamente dalla Spending Review, perché senza tagli e relativi risparmi non si potrà fare alcuna riforma.

Insieme alla nuova ipotesi di un’indennità che il ministro Poletti vorrebbe destinare a chi si ritrova senza lavoro, magari prossimo alla pensione e di difficile reimpiego, ipotesi che potrebbe ricalcare quella del prestito pensionistico, ritorna l'idea del prelievo contributivo che potrebbe servire per finanziare proprio la riforma della pensioni. Le risorse che deriverebbero dai contributi sulle pensioni d’oro verrebbero infatti reimpiegate nella previdenza stessa, in un’ottica redistributiva, per garantire sistemi di uscita anticipata e per gli esodati. In discussione anche un possibile aumento di 80 euro nell’assegno finale anche per i pensionati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il