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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità, modifiche reali per chi, come e cosa che realmente si possono fare ancora

Quali novità potrebbero essere messe in pratica per modificare la riforma pensioni Fornero verso una maggiore flessibilità?




Una nuova indennità di disoccupazione che dovrebbe funzionare seguendo il meccanismo del prestito pensionistico, possibilità di allargare l’uscita anticipata dal lavoro con sistema contributivo anche agli uomini, finora esclusi da tale opportunità, e fino al 2018, possibile aumento di 80 euro per assegni pensionistici più bassi, magari a partire dal prossimo 2015, e possibile introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, anche se resta da definire la soglia oltre la quale tale prelievo scatterebbe. 

Si tratta di eventuali interventi che potrebbero permette di modificare la riforma pensioni Fornero ma sostenibili da un punto di vista economico, considerando che la difficoltà di azione del governo deriva proprio da una mancanza di risorse finanziarie da impiegare. Si tratta tuttavia di interventi ancora da discutere effettivamente, che potrebbero arrivare forse con la prossima Legge di Stabilità di ottobre, ma che anticipano una situazione non proprio rosea, considerando anche le ultime novità e ultime notizie che arrivano dall'Inps.

L’Istituto ha, infatti, annunciato che da questo mese i dipendenti e i datori di lavoro pagheranno il contributo di solidarietà per i precari e i non coperti dalla Cig-Cassa Integrazione Guadagni, nelle imprese che hanno più di 15 dipendenti, come previsto dalla riforma Fornero. Il contributo è dello 0,50% sulla retribuzione e sullo stipendio di settembre saranno sottratti gli arretrati da gennaio 2014. Il contributo avrebbe dovuto essere versato dall’inizio del 2014 ma le modalità sono arrivate solo ora. 

Perplessità poi sul contributo di solidarietà, da alcuni smentito, come dallo stesso premier Renzi, da altri ribadito, come lo stesso Poletti che prima dell'estate aveva annunciato “Sì a un contributo di solidarietà sulle pensioni alte. E al ricalcolo con il metodo contributivo di quelle basate sul vecchio e generoso retributivo”. Poletti aveva spiegato: “Sono favorevole a interventi di questo tipo a patto che siano collegati agli interventi a sostegno dei lavoratori che altrimenti rischierebbero di finire esodati. Credo cioè che le risorse eventualmente recuperate dovrebbero restare nel sistema previdenziale in una logica di solidarietà per chi soffre di più. Ipotesi ne sono state fatte tante in passato”. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il