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Tasi e Imu: quando e quanto si paga. Come fare calcolo aliquote e detrazioni prima rata con modifica metodo pagamento Ottobre

Cambiano i sistemi di pagamenti Tasi con novità modello F24: quali sono e cosa cambia. Come fare versamenti e come effettuare calcolo tassa




Nei Comuni che entro lo scorso 23 maggio non hanno deliberato le aliquote di pagamento 2014 della nuova Tasi, dovranno farlo entro il prossimo 10 settembre e si pagherà la prima rata il 16 ottobre. Cambiano, tuttavia, per il versamento di ottobre, le modalità di pagamento. O meglio, cambia il modello F24. Dal prossimo mese di ottobre, infatti, per effetto delle novità introdotto con il decreto Irpef, i contribuenti italiani dovranno fare i conti con cambiamenti che interesseranno tutti coloro che si servono degli F24 sia per i pagamenti delle classiche tasse, Tasi compresa, che per i contributi previdenziali.

In base a quanto stabilito dalle nuove norme, per cifre degli F24 superiori ai mille euro non ci si potrà più recare presso sportelli bancari o postali per saldare la cifra dovuta. Se, dunque, bisognerà pagare una somma superiore a mille euro, bisognerà modificare, regolarizzando, il modello F24 esclusivamente in via telematica, tramite le apposite sezioni del sito dell’Agenzia delle Entrate, delle Poste Italiane o della istituto bancario del contribuente stesso. L’alternativa sarà pagare tramite addebito sul proprio conto corrente. 

Ricordiamo che nei Comuni ritardatari, fra cui rientrano anche le grandi Milano e Roma, le nuove aliquota dovranno essere pubblicate entro il 18 settembre. Nel caso in cui non venissero deliberare neanche entro tale scadenza, la Tasi 2014 si pagherà in un’unica soluzione il 16 dicembre, giorno di versamento del saldo per chi ha già versato l’acconto a giugno. E in tal caso, inoltre, la tassa sui servizi indivisibili sarà calcolata con l’aliquota dell’1 per mille.

Ogni Comune stabilirà autonomamente quale aliquota applicare su prima abitazione, seconde case e tutti gli altri immobili. L’aliquota può essere aumentata dello 0,8 per mille e passare, pertanto, dal 2,5 al 3,3 per mille sulle abitazioni principali e dal 10,6 per mille all’11,4 su tutti gli altri immobili. Esattamente come per le aliquote, ogni Comune avrà facoltà di decidere detrazioni, solitamente definite in base alla rendita catastale dell’immobile, e percentuale di pagamento che spetta agli inquilini (variabile dal 10 al 30% della cifra totale).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il