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Blocco stipendi statali, militari, polizia, carabinieri, insegnanti, vigili del fuoco 2015: novità della settimana Governo Renzi

Il punto della situazione sul blocco degli stipendi e dei contratti nel 2015 annunciato dal Governo Renzi per i dipendenti statali, le forze armate, forze di polizia, docenti e tutte le altre categorie di dipendenti pubblici




Tutti i dipendenti pubblici avranno lo stipendio bloccato e il contratto congelato per il 2015, quindi con una proroga di un anno, dopo che dal 2010 quasi per tutti dipendenti della pubblica amministrazion, le retribuzioni e i salari sono stati bloccati

Questa è stata la novità della settimana, annunciata dal Ministro Madia, proprio quando il 3 Settembre, sono ricominciati i lavori in Parlamento per la riforma della pubblica amministrazione.

Il blocco degli stipendi è stato giustificato dallo stesso Ministro Madia a causa della crisi economica e un atto necessario e dovuto per poter lasciare gli 80 euro di bonus, un incremento in busta paga che prendono anche gli statli e i dipendenti pubblici che ne hanno diritto e requisiti.

Anche Renzi ha spiegato che il blocco dei contratti e degli stipendi era già presente nel DEF e, quindi, non c'è nulla di nuovo, anche se il Premier si è detto disponibile a confrontarsi con i sindacati.

In realtà, proprie le indicazioni del DEF non erano così chiare ed erano solo linee guide, che sia i Ministri che il Ministero dell'economia di erano affrettati a chiarire che gli stipendi non erano in procinto di essere bloccati nuovamente.

A questi punto la situazione si sta facendo incandescente anche perchè non solo i dipendenti degli uffici ed enti statali e gli insegnanti, ma anche i vigili del fuoco, i militari, le forza armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza), polizia, carabinieri, polizia penitenziaria, corpo forestale sono pronte a scioperare entro la fine del mese se venissero confermati i blocchi di stipendio e contratti. E sarebbe il primo sciopero della storia italiana.

Sia Alfano che Renzi si sono detti pronti ad un confronto ma hanno chiesto di non esasperare i toni e che non subiranno ricatti di nessun genere. E' possibile che già da questa settimana vi sia un inizio del confronto, ma difficilmente ci sarà subito l'incontro con Renzi.

I sindacati, nel frattempo, hanno calcolato che la perdita in busta paga dal 2010 è stata di 4200 euro a cui si deve aggiungere circa 600 euro di mancato guadagno se anche nel 2015 ci sarà un blocco degli stipendi.

Ma non solo. Alcune sigle sindacali parlano di un possibile blocco di altri 2 anni fino al 2017 come il vero pericolo che si sta andando a profilare. Ipotesi che era già stata indicata questa estate da diverse fonti, per poi essere smentita. Ma era stato negato con forza anche il blocco per il 2015 e poi abbiamo visto come è andata a finire.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il