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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, novità tassa contributo solidarietà su tutti stipendi ufficiale già a settembre

Contributo di solidarietà già da questo mese di settembre nelle buste paga di lavoratori e datori di lavoro: di quanto sarà e a cosa serve




Uscita anticipata con sistemi di pensionamento flessibile che prevedano penalizzazioni per chi decidesse di lasciare prima il lavoro rispetto ai requisiti oggi imposti dalla riforma pensioni Fornero; estensione del sistema contributivo anche agli uomini e fino al 2018 insieme ad un prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro per accumulare risparmi da reimpiegare sempre nel comprato previdenza, a sostegno di esodati e flessibilità stessa.

Si lavora ormai da tempo in questa direzione, ma ieri sera, ospite della prima puntata di Porta a Porta, il premier Renzi ha in un certo senso smentito qualsiasi intervento sulle pensioni da 2 o 3 mila euro, com’era stato ipotizzato finora. Diverso sarebbe se esistessero, ha spiegato Renzi, pensioni da molte ma molte di più migliaia di euro.

Tutto è ancora molto vago sui possibili interventi per una riforma pensioni Renzi, ci sono le soluzioni e le idee, anche ottimali, ma mancano i soldi e questo ostacolo blocca qualsiasi operato del governo. E appare difficile oggi si possa far qualcosa anche nella prossima Legge di Stabilità, nonostante annunci prossimi di cambiamenti. Sarà sempre difficile fra un mese avere le risorse finanziarie necessarie per agire sulle pensioni.

Intanto, quel contributo che si vorrebbe applicare alle pensioni, da questo mese di settembre arriva, invece, già sulle busta paga dei lavoratori. Secondo quanto si legge nella circolare n. 100 dell'Inps sulla riforma Fornero, si comincerà a pagare il contributo sul fondo di solidarietà residuale per i lavoratori non coperti dalla cig (nelle imprese con oltre 15 dipendenti). Il contributo è dello 0,50% sulla retribuzione (1/3 a carico del lavoratore) e sulla busta paga di settembre saranno eliminati gli arretrati da gennaio 2014.

Il contributo prevederà l’accumulo di risorse per la creazione di un fondo che dovrebbe sostituire di fatto le prestazione erogate con la cassa in deroga (per la quale, in via di eliminazione a fine 2016, non sono previsti contributi da aziende e lavoratori) e che sarà finanziato proprio dal contributo ordinario dello 0,50% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti (esclusi i dirigenti), di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico del lavoratore. Previsto inoltre un contributo addizionale solo a carico del datore di lavoro che ricorra alla sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse del 3% per le imprese con 50 dipendenti e del 4,50% per le imprese con più di 50 dipendenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il