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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, ricerca approvazione di due modifiche. Scontro nella maggioranza su questi punti

Uscita anticipata e flessibile e aumento 80 euro anche per pensionati: le novità che dividono le forze politiche su modifiche pensioni




Sempre più aperto il dibattito sulla questione previdenziale: agire sulla riforma pensioni sembra diventata una necessità sempre più impellente per lavoratori e pensionandi, forse un po’ meno urgente per il governo che, invece, si sta dedicando a tutt’altro. Tra Pubblica Amministrazione, Giustizia, Scuola, economia e andamento del pil, la questione pensioni sembra essere stata messa da parte e a confermare questa situazione l’ennesimo rinvio di una soluzione a favore dei Quota 96 della scuola.

Agire per il loro pensionamento avrebbe significato non solo permettere il congedo a 4mila lavoratori della scuola che attendono la pensione da più di due anni, ma anche mettere in pratica la prima correzione sulla riforma Fornero, il che avrebbe significato aprire la strada ad altri interventi. Invece è ancora tutto fermo. E mentre esponenti politici come Baretta e Poletti, Damiano insistono per uscita anticipata, mentre altri politici, soprattutto gli esponenti di Forza Italia, premono per la concessione del bonus di 80 euro anche ai pensionati o comunque su sistemi di sgravi fiscali per rilanciare economia.

Sulla stessa strada sembrano muoversi i sindacati che i chiedono un aumento delle pensioni più basse, sgravi fiscali e solo in un secondo momento l’introduzioni di meccanismi che sostengano l’uscita anticipata. In questo modo, dunque, la riforma pensioni Renzi potrebbe prevedere uscita anticipata e flessibile e aumento di 80 euro per le pensioni minime. Ma chi decide, cioè premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, hanno bloccato tutte le iniziative compresa quella dei tagli e del contributo di solidarietà che aveva deciso il Commissario Cottarelli.

Le pensioni cosiddette d’oro non saranno, infatti, toccate, perché, come ha precisato Renzi, non si possono considerare d’oro pensioni da 2-3 mila euro, mentre il ministro del Lavoro Poletti ha detto: “Dobbiamo trovare il modo per far sì che chi perde il lavoro e non può ritrovarlo, abbia almeno un reddito minimo per poter arrivare alla pensione. Cercheremo di mettere dentro alla Legge di Stabilità uno strumento per le persone avanti nell’età del lavoro, che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione”.

Sulle possibili novità di una eventuale riforma pensioni, il ministro dell'Economia Padoan ha spiegato: “Le riforme hanno benefici nel medio termine ma nell'immediato hanno un effetto importante sulla fiducia. Bisogna ridare fiducia alle famiglie e alle imprese. Se la spesa non aumenta non è perché le risorse mancano, ma perché si preferisce non usarle, in attesa di qualche cosa. E' vero che c'è un problema di priorità. Ma è anche vero che le riforme strutturali si sostengono a vicenda: alcune riforme servono alle altre riforme per lavorare meglio”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il