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Rimborsi iva auto: domande entro il 15 dicembre

Al via i rimborsi iva sulle auto aziendali. Le relative domande dovranno essere presentate entro il 15 dicembre 2006



Al via i rimborsi iva sulle auto aziendali. Le relative domande dovranno essere presentate entro il 15 dicembre 2006 utilizzando un apposito modulo che l'Amministrazione finanziaria predisporra' entro un mese. Lo prevede il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, riunito in via straordinaria. I rimborsi vanno dal 2003 al 2006, e dal punto di vista della cassa pesano sui conti del 2007. L'Agenzia delle Entrate sta predisponendo il modulo da utilizzare per presentare le domande e la parte tecnica e' particolamente complessa. In molti casi si ha l'uso promiscuo dell'auto e il contribuente stesso dovra' indicare la percentuale di utilizzo a fine aziendali. Siccome, poi, esiste gia' un meccanismo di deduzione, cio' che verra' rimborsato e' il saldo.

Gestita l'emergenza rimborsi, si dovra' successivamente negoziare con l'Unione europea il meccanismo a regime per il futuro. Sulla modalita' di compensazione dei costi Visco non si e' pronunciato perche' decisioni in merito non sono state ancora assunte, ma ha detto che ''sarebbe ragionevole'' una compensazione nell'ambito dello stesso settore.

Finora la detraibilita' dell'Iva sull'auto aziendale (sia sull'acquisto che sulla manutenzione) in Italia era impedita e negli altri Paesi, ha spiegato il vice ministro dell'Economia, e' solo parzialmente ammessa. Questo perche' ''si cerca di evitare o ridurre al minimo la disparita' di trattamento con gli altri contribuenti che non hanno la partita Iva. Le norme europee invece sono state interpretate nel senso di non ammettere l'indetraibilita' totale''. Il governo Amato del 2000 aveva iniziato a ridurre la percentuale di indetraibilita', passando dal 100% al 90% e il processo sarebbe dovuto continuare negli anni successivi, concordandolo con Bruxelles. Ma cio', ha spiegato Visco, non e' avvenuto e nel 2004 e' arrivato il primo ricorso. Ieri la sentenza della Corte di giustizia Ue a cui ''ora dobbiamo dare attuazione in modo ordinato''.

Quanto all'Irap, anch'essa nel mirino della Corte di Giusitiza Europea in quanto giudicata un 'doppione' dell'Iva, Visco ha detto di ''attendere fiducioso'' il responso, perche ''abbiamo in realta' dimostrato che l'imposta sulle attivita' produttive non ha niente a che vedere con l'iva''.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il