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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità cambiamenti Legge Fornero fattibili su due misure. Ma è scontro

Scontro tra forze politiche su possibili interventi di cambiamento in riforma pensioni Fornero: posizioni e proposte. Cosa succede




Cambiare la riforma pensioni è una delle priorità del governo Renzi, nonostante finora sia sta fatto poco, se non nulla. A bloccare qualsiasi tipo di intervento la mancanza di risorse finanziarie necessarie, visto che idee e soluzioni, anche sostenibili da punto di vista economico, ci sono e ci sono state. Diversi infatti i sistemi di uscita anticipata finora proposti e spiegati, dal prestito pensionistico, all’uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni, all’estensione del sistema contributivo anche agli uomini, all’uscita con Quota 100. Eppure fino ad oggi nulla è cambiato.

Ed anzi, si continua a dibattere su possibili interventi, su quelli che potrebbero essere i cambiamenti migliori che renderebbero il sistema previdenziale italiano più sostenibile. A contrapporsi, ad oggi, forze politiche e sindacati. Se esponenti politici come il ministro Poletti, Cesare Damiano e il sottosegretario Baretta continuano a ribadire l’importanza e la necessità di agire sulla riforma pensioni nell’ottica della flessibilità garantendo la possibilità di uscita anticipata, quanto meno a determinate categorie di lavoratori, ve ne sono altri che invece ritengono si debba partire da un aumento delle pensioni minime, magari prevedendo sgravi fiscali o dando il via libera all’aumento di 80 euro anche per i pensioni che percepiscono pensioni inferiori ai mille euro.

Diverse, dunque, le posizioni che creano ancora confusione su quelle che potrebbero essere le novità pensioni, eppure il presidente del Consiglio Renzi e il ministro dell’Economia Padoan hanno bloccato tutte le iniziative compresa quella dei tagli e del contributo di solidarietà che aveva deciso il Commissario Cottarelli.

Secondo Padoan sarà “La spending review lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità. Ed è chiaro che andrà coinvolto l’intero governo per identificare obiettivi di risparmio di spesa quantitativi, ma che permettano di preservare l’efficienza dei servizi pubblici. Tutta la spending review è un’operazione altamente politica: si tratta di individuare le priorità, e in un periodo di risorse limitate. È un’operazione politica valutare se la spesa che si è accumulata nel tempo si debba considerare acquisita o se non si debba ripensare”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il