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Indulto ed Amnistia: novità questa settimana. Tra quello che potrà succedere ed è già accaduto

Ancora controversa la questione sulle misure di indulto e amnistia: chiesta la cancellazione dei ddl ma emergenza carceraria ancora allarmante in Italia




Continuano ad essere allarmanti i dati sull’emergenza carceraria mentre è ripresa in Commissione Giustizia del Senato la discussione relativa ai 4 disegni di legge sui provvedimenti di indulto e amnistia, sui quali qualche tempo fa era intervenuta la stessa Onu. Ma, a sorpresa, il senatore Enrico Buemi, autore di uno dei quattro disegni di legge per indulto e amnistia, ha proposto che i ddl in questione venissero cancellari dal calendario dei lavori della commissione.

Nessun accenno alla situazione, invece, dal ministro della Giustizia Orlando che, proprio qualche giorno fa, ha incontrato la commissaria Ue Martine Reicherts che sulla nuova riforma della Giustizia ha dato parere decisamente favorevole: “Si tratta di una riforma frutto del buon senso e molto coraggiosa, in grado di far avanzare l’Italia sulla via della crescita e della semplificazione”.

Orlando ha commentato: “Il fatto che l’Unione Europea riconosca la fondatezza e la bontà dei nostri sforzi è un elemento molto positivo. Come è noto la riforma della giustizia rappresenta una grande opportunità di aumentare la capacità di attrarre investimenti, pertanto rappresenta parte integrante delle riforme strutturali che hanno per obiettivo la crescita”. Ma sono già partite le manifestazioni di protesta nei confronti di alcune misure, a partire dall’annunciato sciopero dei giudici di pace per la mancata riforma della magistratura di pace.

In una nota diffusa dall’Associazione nazionale magistrati si legge ‘Nel settore civile, pur essendo positiva l’introduzione di strumenti tesi a promuovere la composizione stragiudiziale delle liti, questi saranno però poco efficaci se lasciati all’iniziativa volontaria delle parti, gravati di maggiori oneri economici e non assistiti da forti incentivi e da sanzioni che scoraggino cause manifestamente infondate. Senza entrare nel merito delle possibili scelte legislative ancora una volta si osserva come l’inerzia della politica vada in parallelo con periodiche, violente accuse rivolte ai magistrati di volersi sostituire al legislatore’.

Difende la nuova riforma il ministro per le riforme e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, che ha chiarito: “Abbiamo presentato una riforma della giustizia molto ampia che ha scontentato sia Berlusconi che l’Anm, forse allora abbiamo fatto un buon lavoro. Questa riforma porterà ad avere processi che dureranno un anno come avviene nel resto d’Europa. Con questa riforma della giustizia smaltiremo gran parte dei processi arretrati”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il