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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, novità e modifiche fattibili e a costo zero per anticipata e aumento assegno

Non ci sarà probabilmente alcuna novità pensioni nella Legge di Stabilità nuova eppure vi sono soluzioni a costo zero ma messe da parte: motivi e cosa potrebbe cambiare




Nessun intervento annunciato per la riforma pensioni nella prossima Legge di Stabilità 2015. Il motivo è la mancanza di risorse economiche necessarie eppure allo studio del governo vi sono, e già da tempo,  soluzioni che non richiederebbero interventi economici da parte di Stato e Inps per un’uscita anticipata e flessibile. Si tratterebbe di piani a costo zero, come quelli di prestito pensionistico; uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni; sistema contributivo da estendere anche agli uomini e valido fino al 2018.

In particolare, il prestito pensionistico consentirebbe al lavoratore di uscire prima dei 66 anni attualmente richiesti dalla riforma pensioni Fornero con un anticipo della pensione da restituire quando si raggiungono i requisiti richiesti; le penalizzazioni previste per la pensione anticipata a62 anni e 35 anni di contributi vengono calcolate in base all’anno di uscita anticipata rispetto ai 66 anni, per cui sarebbero ben modulate; mentre il sistema contributivo, che sarebbe valido per tutti e non solo per le donne come accaduto fino a quest’anno, pur permettendo di lasciare prima il lavoro, con il calcolo della pensione esclusivamente con metodo contributivo, e non più retributivo decisamente più vantaggioso, permetterebbe addirittura risparmi visto che taglierebbe gli assegni del quasi 30%.

Si tratta, dunque, come ben si può capire di interventi che, prevedendo penalizzazioni, addirittura forti risparmi nel lungo periodo, o essendo anche a costo zero, come il contributivo per tutti e il prestito pensionistico, non intaccherebbero le risorse accumulate. Senza considerare che c’è ancora in ballo l’ipotesi di introdurre un contributo di solidarietà, magari una tantum, andando a prelevare soldi da coloro che ricevono pensioni da 3mila euro in su, operazione che permetterebbe di mettere da parte risparmi immediati e costituire così un teserotto per aumentare le pensioni più basse.

Queste soluzioni permetterebbero non solo la possibilità per i lavoratori di andare in pensione prima, favorendo soprattutto precoci e usuranti, ma potrebbero anche dare il via ad un sistema virtuoso che porterebbe ad un aumento dei posti di lavoro e dell’occupazione. Inoltre, avendo più soldi i pensionati, che rappresentano una grande fetta della popolazione italiana, potrebbero di conseguenza portare ad una ripresa consumi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il